Home Parla con noi RIMINI SOCIAL – MONOLOGHI IN CARCERE

RIMINI SOCIAL – MONOLOGHI IN CARCERE

monologhi in carcereMonologhi in carcere – “Per quanto noi siamo disposti a collaborare col nostro mestiere […] i venti della vita soffiano e quel castello di carte così ben ordinato delle nostre competenze si sfascia e si disperde. Allora le carte si dispongono in altro modo, apparentemente alla rinfusa…”; le carte della nostra vita, quelle che con tanta attenzione sistemiamo secondo il nostro volere, per creare una bella e ricca immagine, che poi un soffio di vento butta giù in un attimo. Il vento del lavoro, della sfortuna, dell’amore, dell’inatteso, qualunque folata ci costringe e fare i conti con un progetto nuovo, diverso, spesso difficile da leggere. Ma non per il poeta, come dimostra con grande arguzia Nino Pedretti, scrittore e poeta santarcangiolese, autore di un volume di monologhi, preceduto da queste righe.
È una carrellata di personaggi quella illustrata dallo scrittore: c’è la suora, il bugiardo, il botanico, il borghesuccio, l’annoiato, l’instabile, l’assassino e via così. Tipi umani che rivelano non tanto ciò che ci si aspetterebbe – la loro professione, i dilemmi del lavoro – ma le paure, le insicurezze e le piccolezze di chi deve fare quotidianamente i conti con la vita.

di Stefano Rossini

Continua a leggere l’articolo su RiminiSocial.it