WASHINGTON (ITALPRESS) – “Uno dei peggiori accordi mai conclusi dal nostro Paese è stato l’accordo sul nucleare iraniano, proposto e firmato da Barack Hussein Obama e dai dilettanti della sua amministrazione. Rappresentava una strada diretta verso lo sviluppo di un’arma nucleare da parte dell’Iran. Non è così per l’accordo attualmente in fase di negoziazione con l’Iran da parte dell’amministrazione Trump: anzi, è esattamente il contrario! I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte”. Lo scrive sul social Truth il presidente americano Donald Trump aggiungendo che “il blocco rimarrà in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo. Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario e fare le cose per bene. Non ci possono essere errori. Il nostro rapporto con l’Iran sta diventando molto più professionale e produttivo. Devono però capire che non possono sviluppare o procurarsi un’arma o una bomba nucleare. Desidero ringraziare, finora, tutti i Paesi del Medio Oriente per il loro sostegno e la loro cooperazione, che saranno ulteriormente rafforzati e consolidati dalla loro adesione alle Nazioni degli storici Accordi di Abramo e, chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell’Iran vorrà aderire! Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato”, conclude nel post.
NETANYAHU “HO PARLATO CON TRUMP, L’IRAN NON AVRA’ L’ARMA NUCLEARE”
“Ieri sera ho parlato con il presidente Usa Donald Trump del memorandum d’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e delle imminenti trattative verso un accordo finale sul programma nucleare iraniano. Ho espresso la mia profonda gratitudine al presidente Trump per il suo impegno incrollabile nella sicurezza di Israele”. Lo ha scritto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, su X. “Il presidente Trump e io siamo d’accordo che qualsiasi accordo finale con l’Iran debba eliminare il pericolo nucleare. Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare dell’Iran e rimuovere il suo materiale nucleare arricchito dal suo territorio”, ha aggiunto. “Il presidente Trump ha anche riaffermato il diritto di Israele di difendersi dalle minacce su ogni fronte, incluso il Libano”, ha poi precisato il premier israeliano, secondo il quale la partnership tra Israele e Stati Uniti “è stata dimostrata sul campo di battaglia” e non è mai stata più forte. “La mia politica, come quella del presidente Trump, rimane invariata: l’Iran non avrà armi nucleari”, ha concluso Netanyahu. Poco prima, il premier aveva postato un’immagine generata con l’IA in cui era assieme al presidente Trump. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, recitava la didascalia.
MEDIA “LA BOZZA D’ACCORDO PREVEDE UNA PROROGA DELLA TREGUA DI 60 GIORNI”
L’accordo che Stati Uniti e Iran “sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco”. Lo scrive il sito Axios citando un funzionario statunitense. Nel corso di questo periodo, prosegue il sito, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. L’accordo, precisa Axios, eviterebbe un’escalation della guerra e ridurrebbe la pressione sull’offerta globale di petrolio, ma non è chiaro se porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare.
STARMER “BENE PROGRESSI, RIAPRIRE HORMUZ SENZA RESTRIZIONI”
“Accolgo con favore i progressi compiuti verso un accordo tra Stati Uniti e Iran. È fondamentale raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto e riapra lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni. È vitale che all’Iran non venga mai permesso di sviluppare un’arma nucleare. Il mio governo continuerà a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini britannici dalle conseguenze di questo conflitto. Collaboreremo con i nostri partner internazionali per cogliere questa opportunità e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine“. Lo scrive su X il primo ministro britannico Keith Starmer.
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