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La forza di un sacco giallo: il Campo Lavoro missionario

Torna anche quest’anno il Campo Lavoro Missionario, giunto alla 46ª edizione, una delle più grandi iniziative di solidarietà della Diocesi di Rimini. Sabato 18 e domenica 19 aprile, oltre 2.500 volontari saranno impegnati nella raccolta di materiali usati attraverso sei centri principali e sei centri “satellite” distribuiti sul territorio provinciale. Un’iniziativa che unisce impegno, fraternità e attenzione agli ultimi, sostenendo progetti missionari in diversi Paesi del mondo e azioni educative sul territorio, con il coinvolgimento di migliaia di studenti. Un appuntamento che, nato da una piccola intuizione, continua a crescere come segno concreto di Chiesa in uscita e di solidarietà condivisa.

170.000 sacchi in distribuzione presso altrettante abitazioni. 6 centri di raccolta di cui 2 a Rimini e altri 4 a Riccione, Bellaria, Santarcangelo, Villa Verucchio.
A questi si aggiungono 6 centri “satelliti” a Cattolica, Coriano-Ospedaletto, Mondaino, Morciano, Rivazzurra- Miramare e San Giovanni in Marignano.
5 mercatini del vintage e dell’usato. Almeno 2.500 i volontari previsti.
Sono solo alcuni numeri che accompagnano la 46ª edizione del Campo Lavoro Missionario, la grande raccolta umanitaria in programma sull’intero territorio della Diocesi di Rimini sabato 18 e domenica 19 aprile prossimi.
Nel 2025 il Campo Lavoro Missionario ha finanziato 24 progetti di aiuto, in 11 Paesi del mondo e per famiglie disagiate residenti sul nostro territorio, per un totale di circa 321.100 euro.
“Da una piccola, semplice intuizione – un gruppo di ragazzi riccionesi che raccoglievano carta e stracci da rivendere per aiutare l’amico don Marzio Carlini ad acquistare un trattore per la sua missione in Africa – è nato un evento che ha assunto grandi dimensioni e si ripete da ben 46 stagioni” dice il presidente dell’associazione Campo Lavoro Missionario, Gabriele Valentini. “Un’edizione impegnativa: le regole e gli adempimenti giustamente necessari, rendono però più ‘farraginosa’ l’iniziativa (dai permessi alle assicurazioni per i mezzi impiegati). Ma si respira un grande spirito collaborativo, di enti e privati, e si vive la speranza di ottenere grandi risultati, non tanto e non solo a livello economico, ma soprattutto di partecipazione, di fraternità e di festa”.

Il Campo Lavoro Missionario non si esaurisce nella straordinaria due-giorni di raccolta ma è attivo tutto l’anno. Ad esempio con azioni educative per comprendere e rimuovere le cause della povertà. “Da quasi 20 anni lavoriamo con le scuole, in particolare scuola materna e primaria, senza dimenticare le iniziative con i ragazzi più grandi. – afferma Francesca Stefani, responsabile progetti scuola Campo Lavoro – Il progetto quest’anno ha per titolo: ‘Siamo albero che fa foresta’. Ogni individuo può fare la differenza, con le sue scelte, nella comunità”.

Quest’anno sono stati coinvolti 7.000 bambini in 43 scuole del riminese, a cui si aggiungono quelle di Riccione, Santarcangelo e dell’entroterra. Un numero sempre in aumento: “Sono gli insegnanti stessi a cercarci” assicura la Stefani.

Mimmo Azzone, volontario storico, è vice presidente Campo Lavoro: “Quel trattore messo in moto 46 stagioni fa a Riccione ne ha fatta di strada e oggi coinvolge la Diocesi intera.  Eravamo ‘rottamai’, oggi proponiamo uno stile di vita”. Un ulteriore scatto è la visita ai missionari i cui progetti vengono finanziati. “Siamo partiti nel 2023 con il Vescovo Nicolò per All Souls Mission in Zimbabwe, poi in Etiopia con le suore di Sant’Onofrio, e nel settembre scorso le suore di don Masi nelle Filippine. La vicinanza ai missionari alla Diocesi è fondamentale”.

“Se non è missionaria, non è Chiesa”. Don Giampaolo Rocchi, referente Missio per Campo Lavoro missionario. Con la sua équipe lascerà il segno del Tau francescano (nell’ottocentenario del Transito di San Francesco) in ciascuno dei sei centri di raccolta e dei sei centri satellite per “farci contagiare da figure che fanno unità, come ha proposto Papa Leone XIV. I 2.500 volontari sono ‘forze non armate dell’amore, della fede, dell’amicizia, della condivisone”. In ciascuno dei centri sarà celebrata una s. Messa festiva e un momento di preghiera. Novità 2026: ogni centro avrà tre referenti per i momenti liturgici.

“È una festa e fa bene a tutti: ai missionari raggiunti dalle offerte, alle persone nei luoghi in cui prestano servizio, e a tutti coloro che partecipano al Campo Lavoro, allargando il cuore e lo sguardo anche ad orizzonti oggettivamente meno fortunati di noi” commenta mons. Nicolò Anselmi. Il Vescovo di Rimini crede così tanto nell’iniziativa che l’ha proposta anche ai confratelli della Conferenza Episcopale Italiana. “Ho un sogno: che ogni diocesi italiana (sono 221, ndr) possa avere il suo Campo Lavoro Missionario.
Ogni sacco giallo che entra in 170.000 famiglia è già un segno: ci aiuta a pensare, a riflettere e può trasformarsi in gesto d’amore”.

Anna e Roberta sono due volontarie. “Il Campo Lavoro Missionario non si esaurisce in queste due fondamentali giornate, ma opera tutto l’anno con tante iniziative. Chiunque può diventare volontario e aiutare, anche solo per un’ora”.

Tra le diverse attività collaterali del Campo Lavoro Missionario, va segnalata l’asta per le biciclette che si tiene al centro di raccolta di Rimini, e la grande lotteria.
Per scoprire  il punto di raccolta più vicino scrivere a: segreteria@campolavoro.it

“Non ci sono limiti né frontiere per indossare i guanti da lavoro. – dice il presidente Valentini – Vieni anche tu a… cambiare noi per cambiare il mondo”, come recita lo storico slogan che accompagna il Campo Lavoro Missionario.