Il Ponte

Un ritratto tira l’altro E Denise ‘parla’ agli angeli

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Nell’anno del cinquecentenario di Raffaello, Urbino celebra lo straordinario Sanzio… e la riminese Denise Camporesi.

L’accostamento non suoni irriverente né sconclusionato. Ragioni geografiche e temporali lo rendono possibile.

Protagonista di questa vicenda, è – a grandi pennellate – la riminese Denise Camporesi. La mostra personale “Molecole d’angeli e tante altre opere a pastello, olio e acquerello”, è stata scelta da Urbino quale mostra nello stesso periodo in cui la città del Rinascimento celebrava il suo artista più rappresentativo.

Il rapporto non è terminato. Dopo l’esposizione, allestita al Circolo Culturale, la Camporesi continua a tenere vivo il legame con il luogo che ha dato i natali a Raffaello Sanzio. La pittrice ha donato al sindaco Maurizio Gambini due ritratti della figlia, uno dipinto di getto con penna biro ed acquerello, l’altro a pastello realizzato con le dita della mano. Il primo cittadino aveva fatto visita alla mostra della riminese, rimanendo molto colpito dalle capacità artistiche dell’artista che, in quell’occasione, lo aveva omaggiato di un ritratto.

Con il suo naturale modo di dipingere, la Camporesi in breve tempo è arrivata a essere un nome noto nel mondo dell’arte, sia per i suoi ritratti (oltre 200, fatti a personaggi noti e non solo, con tecniche diverse) sia per gli altri quadri.

Ritrae personalità del passato – Davide e Golia e Lucrezia Borgia ad esempio ma anche personaggi contemporanei.

Il ritratto di Valentino Rossi è stato regalato allo stesso pilota durante una visita al ranch di Tavullia. “Valentino è stato molto contento del dono. – ha raccontato emozionata Denise – Il ‘Dottore’ ha scherzato con me e sul fatto che mi chiamo come sua nonna”.

Il dipinto, un primo piano del nove volte campione del mondo, è realizzato con tratti bianchi su sfondo nero, e lo ritrae con il volto sorridenti e gli occhi vivaci.

La Camporesi padroneggia tecniche diverse: dal pastello morbido all’olio e dal carboncino alla matita su carta, cartoncino, tela, stoffa. La pittura dell’artista riminese, figurativa e astratta allo stesso tempo, si ispira ai grandi maestri del passato riuscendo a infondere (grazie anche all’abilità tecnica) un tocco di contemporaneità.

Molto legata alla sua città, a Rimini la Camporesi regala colpi di eclettismo.

Dopo la pittura impressionista con cui ha abbellito uno scrostato muro di via Cairoli, la pittrice ha abbellito di un suo quadro la bottega di uno storico barbiere in piazza Cavour. La rappresentazione, in seppia e pastello, è Figaro intento nel suo lavoro. La pittrice ferma un istante e gli dà vita, attraverso il suo pennello intenso e delicato allo stesso tempo.

“Nell’arte ogni rappresentazione figurativa è sempre legata ad elementi che devono sorprendere l’osservatore. – scrive lo storico Ernesto Paleani – Denise Camporesi continua a sorprendere. Il suo Figaro ci fa entrare piano piano in un mondo artigiano che con la abilità delle mani e la creazione di forme nel taglio dei capelli da gioia e piacere all’avventore. Il tocco nella creazione delle forme, il tratto deciso, l’espressione figurativa sono gli elementi che hanno dato vita a quest’opera. Ecletticità delle sue opere rende Denise una importante pittrice in continua crescita artistica”.

Anche Vittorio Sgarbi è finito sulla tela della Camporesi, un ritratto che il critico ha apprezzato.

La mostra urbinate è un’altra pagina del vasto catalogo della pittrice riminese. Angeli e immagini sacre erano il tema principale. Nelle tele della Camporesi i loro ritratti assumono una forma tridimensionale diventando osservatori e non osservati. Sotto il suo tocco prendono vita passi del Vangelo, personaggi e vicende della Bibbia: da San Giovannino a Santa Elisabetta, perfino la Sacra Sindone.

La pittura figurativa-astratta della Camporesi si fonde con gli antichi e contemporanei maestri dell’arte e la sua creatività fa rivivere secoli di pittura.

Tommaso Cevoli

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