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Tumori, gli uomini rimandano i controlli. A novembre LILT rilancia la prevenzione

ROMA (ITALPRESS) – Circa 40.000 nuove diagnosi ogni anno in Italia, che fanno del tumore alla prostata la neoplasia più frequente nella popolazione maschile. E una percentuale di guarigione che, quando la malattia è individuata precocemente, supera il 90%. Eppure, gli uomini continuano a rimandare perchè la visita urologica resta per molti fonte di paura o di imbarazzo. E’ da qui che riparte LILT for Men – Nastro Blu, la campagna con cui la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) dedica l’intero mese di novembre alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori maschili.
“Gli uomini si ammalano di tumore, ma ne parlano poco e si controllano ancora meno – afferma il Presidente Nazionale LILT Francesco Schittulli -. Paura, imbarazzo e falsi miti tengono lontano dallo studio medico proprio chi potrebbe trarre il massimo beneficio da una diagnosi precoce. Con LILT for Men – Nastro Blu chiediamo ad ogni uomo di fare un passo concreto: conoscere il proprio corpo, scegliere uno stile di vita sano e attivo, rivolgersi al medico senza allarmismi, ma senza rimandare. La prevenzione non è un gesto straordinario, è un’abitudine da costruire giorno dopo giorno, e chiama in causa le famiglie, la scuola, le istituzioni e i professionisti sanitari. ‘Prevenire è viverè vale per le donne e vale, allo stesso modo, per gli uomini”.
Dopo essere stato testimonial di Nastro Blu 2025, Beppe Convertini affianca la LILT come Ambassador Nazionale. “Sono davvero felice di continuare il mio percorso accanto alla LILT con il ruolo di Ambassador per portare un messaggio in cui credo profondamente: volerci bene significa anche imparare a prenderci cura della nostra salute. Sono ancora più convinto di quanto sia importante parlare agli uomini di prevenzione con semplicità e sensibilità, aiutandoli a superare paure, imbarazzi e la tendenza a rimandare. Dedicare l’intero mese di novembre a questa iniziativa è un’opportunità preziosa che la LILT offre per raggiungere più persone e ricordare che un controllo può fare la differenza. Perchè prendersi cura di sè non è un segno di debolezza, ma un atto d’amore verso se stessi e verso chi ci sta accanto”.
Il tumore della prostata colpisce soprattutto dopo i 50 anni e nelle fasi iniziali è spesso asintomatico: per questo è importante valutare con il proprio medico la visita urologica, l’ecografia prostatico o il dosaggio del PSA, dai 50 anni annualmente o prima in caso di familiarità. Il tumore del testicolo, circa 2.000 diagnosi l’anno, riguarda invece soprattutto i giovani tra i 15 e i 40 anni e si può riconoscere per tempo con l’autopalpazione, da fare una volta al mese. Poi il carcinoma del pene, circa 500 casi l’anno in Italia, per il quale la prima arma di prevenzione è la vaccinazione anti-HPV, raccomandata anche ai ragazzi dai 12 anni in su. Per tutti, la prevenzione comincia dalle abitudini: regolare attività fisica, sana alimentazione, e niente fumo.
Il claim dell’edizione 2026, “Muoviti. Per te.”, è un invito a passare dalle intenzioni ai fatti: informarsi, imparare a conoscere il proprio corpo, adottare uno stile di vita attivo e, soprattutto, non rinviare un controllo.
“C’è il mito dell’uomo forte, che in quanto tale non ha bisogno di controllarsi. La verità è che gli uomini, rispetto alle donne, sono molto più fragili nell’affrontare tematiche di questo tipo”, spiega Bernardo Rocco, Direttore di Clinica Urologica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma e componente della Task Force LILT “Tumori della Prostata”. A complicare la situazione ci sono poi gli stereotipi e le facili ironie che scoraggiano ulteriormente dal sottoporsi ai controlli. “Ci sono timori più o meno da barzelletta sulla visita rettale, che se eseguita in maniera attenta è un esame assolutamente tollerabile, e comunque è importante dosare il PSA – aggiunge Rocco -. C’è in generale una disattenzione nei confronti della propria salute; non esiste un equivalente del ginecologo che accompagna il paziente anche nell’adolescenza o tra i 20 e i 30 anni, quindi l’uomo si trova un pò catapultato in questo rapporto mancato con l’urologo che lo porta a disattendere i controlli di routine”.
Per cercare di avvicinare quanti più uomini possibile alle pratiche di prevenzione, Rocco spiega che anche a livello di società scientifiche si sta lavorando molto a campagne di informazione e sensibilizzazione. “E’ proprio l’elemento della conoscenza che ci aiuta a sensibilizzare, perchè, se riusciamo a intercettare in anticipo la malattia, anche i possibili effetti collaterali – come tutti i momenti che riguardano la sfera sessuale, per esempio – sono potenzialmente molto inferiori. Inoltre, con l’avvento di tecnologie come la chirurgia robotica, oggi l’intervento alla prostata in caso di tumore localizzato è un percorso molto meno”.
Per tutto il mese di novembre le Associazioni LILT promuovono in tutta Italia iniziative di informazione e sensibilizzazione e, secondo la programmazione di ciascuna realtà territoriale, visite di controllo presso gli ambulatori e i Punti Prevenzione. Accompagna la campagna l’opuscolo informativo dedicato, gratuito, che illustra fattori di rischio, sintomi, percorsi diagnostici e terapie con un linguaggio accessibile. Informazioni e contatti delle sedi provinciali/metropolitane LILT più vicine su www.lilt.it.

– foto mec/Italpress –
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