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Te lo do io il Brasile

Si è spento pochi giorni fa all’età di 105 anni Oscar Niemeyer, uno dei più importanti architetti del ventesimo secolo. Il segreto di tanta longevità? Una mezza idea ce l’avrei. Niemeyer ha dedicato buona parte della sua carriera alla progettazione degli edifici Brasilia, la capitale del Brasile costruita dal nulla a fine anni ’50 in un desolato altopiano. Il sogno di qualsiasi urbanista e progettista: lavorare liberi e tranquilli su una tela bianca basandosi solo sulle proprie idee. Niente a che vedere con lo stress cui sono sottoposti i nostri urbanisti, chiamati a lavorare su piani intricati se non divergenti, in città alle prese con anni di edificazioni a sentimento, aree costipate e assetti viari che hanno per fulcro antichi ponti romani. Brasilia, invero, per certi versi è stata un flop: progettata per tre milioni di abitanti, ne ospita molti meno. Ma proprio grazie a questa libertà è diventata un caso unico e irripetibile di urbanistica all’avanguardia. Dimenticavamo: Brasilia è nata apposta come nuova capitale del Brasile, costruita in una zona centrale per porre fine ai malumori sul fatto che la precedente capitale, Rio de Janeiro, fosse troppo a sud. E noi che tanto abbiamo litigato sulla capitale della Romagna! Se ne faceva una nuova di pacca e tutti contenti. Abituati alle nostre città incartate, gli urbanisti l’avrebbero progettata in mezzora.