Se il danno è a quattro zampe

    Quando percorrete le strade provinciali, fate attenzione agli attraversamenti a raso improvvisi e inattesi. Quelli, per intenderci, che vedono protagonisti caprioli, istrici, cinghiali e ricci. I quali spesso sono causa di incidenti e danni. E nei sinistri hanno pure la peggio. E non solo.
    “La presenza degli ungulati sul territorio provinciale – conferma Pier Claudio Arrigoni, responsabile dell’ufficio Tutela Faunistica di via Dario Campana – porta con sé due problematiche distinte: la prima riguarda gli incidenti stradali, la seconda i danni provocati all’agricoltura”.
    Un doppio problema che si è aggravato con l’ingresso dei sette nuovi comuni dell’alta Valmarecchia. Infatti, alla nutrita colonia di caprioli e daini, si è aggiunta la famiglia dei cinghiali, numerosissimi in alta valle.
    “Con il progressivo abbandono dei campi di montagna è aumentata la fascia boschiva, e di conseguenza sono aumentate anche le presenze di animali. Per esempio, ultimamente, è tornato prepotentemente alla ribalta anche il lupo”.
    Presenze, come dicevamo, che provocano problemi, a volte anche molto seri.

    Animali e incidenti
    Come nel caso degli incidenti stradali. Lo scorso anno sono stati 198 i sinistri provocati dalla presenza sulla carreggiata di un animale: 96 hanno visto protagonista un daino; 6 un cinghiale; 3 una lepre; 4 un tasso; 5 una volpe; 34 un istrice e ben 50 caprioli sono morti dopo essere stati investiti.
    “Senza contare i 40 che non sono stati verbalizzati” commenta Arrigoni. E il motivo è molto semplice: gli automobilisti sono scappati per la paura non prestando cura all’animale ferito e, cosa ben più pericolosa, non segnalando sulla sede stradale la presenza di una carcassa di animale. Ma paura di che? Paura di avere guai ben più gravi dei danni subiti dalla propria vettura.

    Il sistema assicurativo
    Proprio per ovviare a questo problema, la Provincia ha messo a regime un nuovo sistema assicurativo che permette, attraverso una denuncia all’ufficio Lavori Pubblici, un rapido inoltro della richiesta di risarcimento dei danni subiti.
    “Per essere risarciti, però, occorre il referto delle forze dell’ordine intervenute sul luogo del sinistro” chiarisce Arrigoni. Obiettivo di questa copertura assicurativa, quello di non far scappare gli automobilisti.

    I danni ai campi
    Dalle strade, ai campi. Con l’identico risultato: anche in questo caso i danni provocati dagli animali sono ingenti. Lo scorso anno “grazie” ai caprioli sono stati chiesti risarcimenti per 13mila euro, a cui se ne aggiungono altri 7.836 a causa del passaggio dei cinghiali. In alta Valmarecchia le cose non migliorano. Nei sette comuni, oltre a caprioli e cinghiali, ci si mettono anche gli animali randagi (cani selvatici o lupi). Risultato: nel 2009 sono state 33 le pratiche di risarcimento avanzate dagli allevatori della zona alla Regione.
    Rimini cerca di andare incontro alla gente della Valmarecchia: allo studio un protocollo per consegnare le domande di risarcimento ai comuni di appartenenza senza doversi recare a Rimini. Le richieste possono variare da poche centinaia di euro a un migliaio se l’animale possiede pedigree, è giovane oppure gravido.
    “La Provincia ha il compito di tutelare la specie, attraverso la regolamentazione dell’attività venatoria, ma ha anche quello di proteggere il lavoro agricolo, principalmente tramite opportuni interventi di prevenzione. Ad esempio per quanto riguarda il cinghiale, forniamo gratuitamente speciali recinti mobili e barriere acustiche, oltre a contribuire economicamente al risarcimento del danno subito dall’agricoltore”.

    Patrizio Placuzzi