Home Vita della chiesa Se accolgo il limite il buon Dio sorride

Se accolgo il limite il buon Dio sorride

“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate il frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16).

Sono queste la parole del Vangelo che si riaffacciano nel mio cuore se mi domando quale sia per me il senso della missione.
È dentro il mistero e la carezza del ricevere che il movimento dell’andare e del portare assume per me un significato nuovo e profondo.
Portare frutto… mi chiedo: come può un albero portare frutto? Cosa determina il colore del frutto? Da cosa dipendono il suo sapore e la sua dolcezza?
Dalla terra, dal sole, dall’acqua, dall’aria… dal loro dono di bontà, di vita, di amore…
Ricevere il dono della terra con le mani aperte, con occhi colmi di stupore, con cuore pieno di gratitudine, con la delicatezza di un amante: questo desidero vivere quando penso alla missione. Mi spiego…
Le mie giornate sono quasi del tutto occupate dal lavoro. Il mio tempo trascorre, giorno dopo giorno, a contatto con bambini che portano nel proprio corpo un limite particolare: a volte sono le loro orecchie che non si aprono al mondo dei suoni, altre volte sono le gambe che non possono camminare oppure è la capacità di capire che rimane bloccate o l’abilità nel parlare che non si sviluppa secondo i modelli ai quali siamo abituati.
Dentro questa realtà mi viene consegnato un dono: sono mani di bimbi, sono voci che non trovano suono, sono sguardi che non conoscono parole, è movimento che non trova la sua danza.
È il dolore di tante mamme, un dolore così profondo da non riuscire talvolta a diventare lacrima. È la carezza piena di speranza che danno ai loro bimbi, è la profondità del loro amore. A volte è la rabbia che esprime tutta la forza della vita. Questa terra mi chiama, mi cattura, mi apre all’incontro povero con il mistero dell’essere creatura.
Nell’incontro posso solo tacere ed accogliere.
Accogliere per valorizzare ogni piccola conquista, per riconoscere la dignità di ogni desiderio, per interrogarmi sul significato del limite e sul suo valore… per ascoltare con attenzione la Buona Notizia del Vangelo che mi viene offerta proprio dentro le realtà più difficili.
… e il vostro frutto romanga…
Nel sorriso che si apre sul volto di un bambino che si sente accolto e capito credo che il buon Dio sorrida al mondo e riveli la Sua tenerezza. E questa tenerezza, rivelandosi, rimane
Nella parola che finalmente riesce ad esprimere un pensiero che il buon Dio narri al mondo il Suo desiderio mai stanco di comunicare. E questo desiderio rimane
Nella forza di un adolescente che “gioca” con le sue difficoltà e ne fa gioia di vita credo che il buon Dio manifesti al mondo la Sua energia creatrice. E questa energia <+cors>rimane<+testo>…
Negli occhi caldi e densi di silenzio di chi non riesce a parlare credo che il buon Dio riveli la Sua presenza silenziosa accanto ad ogni uomo. E questa presenza, rivelata, <+cors>rimane<+testo>…
Nella rabbia di chi non riesce ad accogliere il limite credo che il buon Dio dica al mondo che la Sua creatura è destinata alla gioia. E questo anelisto alla gioia, anche se dolorosamente gridato, rimane
Ricevere le offerte di vita che mi vengono incontro attraverso la realtà che vivo: questo è per me il dono della missione.
E poi andare e portare: non qualcosa di mio ma il frutto che la vita stessa mi consegna e che io ho solo il compito di accogliere con le mani aperte, come creatura che riceve vita e amore dal Padre e restituisce ogni cosa a Lui…
Mi sembra che questo mi venga chiesto: ricevere perché il frutto rimanga

Letizia