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Pionieri o piromani?

Papa Leone (foto Meeting Rimini)

Fine estate bollente, e non solo per il caldo eccezionale. Politici e giornalisti ce ne hanno messo del proprio per far innalzare le temperature.

A surriscaldare gli animi sono state soprattutto le chat di un onorevole negate ai pubblici ministeri (ma per ché, Delmastro?), i falsi attentati bombaroli ai danni di giornalisti o aspiranti tali (i premurosi amici di Ranucci e il maldestro Cappellari), le prove generali di campagna elettorale su confini da difendere e migranti “irregolari”. E così, agli incendi che a causa della siccità estrema, si sono aggiunti quelli che in modo violento hanno infiammato gli animi e reso tossico il clima generale, anche in un tempo di vacanza, erodendo ancor di più nel nostro Paese gli spazi, così essenziali alla pace, dell’amicizia sociale e della fraternità tra i popoli.

Proprio ai piromani del dibattito pubblico si è rivolto ad un certo punto papa Leone nel discorso pronunciato al Meeting di Rimini. “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve invece il Regno di Dio e la sua giustizia”, ha detto il Papa che aveva iniziato il suo intervento ricordando la dignità di ogni essere umano e affermando a chiare lettere come “prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone”.

Leone ha poi smascherato quel “falso realismo” a cui spesso i protagonisti della politica, dell’informazione e della finanza si appellano per giustificare scelte egoiste e distruttive. Una realpolitik in nome della quale oggi, “si riarmano le menti, le parole e le nazioni” e alla quale “la cultura cattolica oppone invece il realismo della misericordia, secondo cui non possono esistere nemici, ma tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità, nella convinzione profonda che il peccato esiste, ma più forte è l’amore redentore di Cristo”.

“È l’ora della responsabilità! – ha ammonito Leone – Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”. Pionieri coraggiosi, ha invocato il Papa, capaci di sognare e aprire strade e visioni nuove della realtà, non piromani vigliacchi che speculano sulla paura e sulle sofferenze per il proprio tornaconto e accendono fuochi che poi non sanno più governare.

Alessio Graziani