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PILLOLE DʼEUROPA LʼACCORDO UE MERCOSUR IN VIGORE DAL PRIMO MAGGIO LE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ROMAGNOLE

Dal 1° maggio 2026 entrerà in vigore in via provvisoria l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, nonostante il Parlamento Europeo abbia chiesto alla Corte di Giustizia di verificarne la compatibilità con i Trattati UE, in particolare per quanto riguarda il rispetto degli standard ambientali nelle produzioni agricole sudamericane. La Commissione, che ha una competenza esclusiva rispetto agli Stati membri per quanto concerne gli accordi commerciali internazionali, ha comunque deciso di procedere, ritenendo l’intesa strategica per la competitività europea e per la stabilità delle catene di fornitura, anche in considerazione del caos mondiale generato dall’avvento di Trump alla presidenza degli USA. L’applicazione provvisoria riguarderà i Paesi che hanno già completato la ratifica: Argentina, Brasile e Uruguay, con il Paraguay in fase di arrivo.

L’accordo crea una delle aree di libero scambio più vaste al mondo, con oltre 700 milioni di consumatori. Prevede l’eliminazione progressiva dei dazi su una larga parte dei prodotti industriali europei, la semplificazione delle procedure doganali, una maggiore tutela delle indicazioni geografiche e capitoli dedicati alla sostenibilità ambientale e alla lotta alla deforestazione. Proprio su questo punto si concentra il rinvio alla Corte, ma la Commissione ritiene che le clausole inserite garantiscano un livello di tutela sufficiente e che l’accordo possa contribuire a innalzare gli standard ambientali nei Paesi partner del Sud America.

Per la Romagna, territorio fortemente orientato all’export e caratterizzato da una struttura produttiva fatta di piccole e medie imprese, l’intesa apre

scenari di interesse. I settori che potrebbero beneficiare maggiormente sono quelli della meccanica, dell’automazione e del packaging, comparti che già oggi esportano in America Latina. La rimozione dei dazi rende più competitivi i macchinari per l’agroalimentare, le tecnologie per l’irrigazione e la gestione idrica, le soluzioni per l’industria 4.0: ambiti nei quali le imprese romagnole esprimono eccellenze riconosciute. Brasile e Argentina (in questo caso con tantissimi problemi sociali causati dal neoliberismo radicale del presidente Milei) stanno attraversando una fase di modernizzazione industriale e rappresentano mercati naturali per queste produzioni.

Anche l’agroalimentare di qualità può trovare nuove opportunità. L’accordo tutela numerose indicazioni geografiche europee, rafforzando la protezione di prodotti tipici e di fascia premium. La crescita della classe media sudamericana apre spazi interessanti per formaggi DOP, salumi, vino e olio di alta gamma, settori nei quali la Romagna ha costruito un’identità forte e riconoscibile.

Accanto alle opportunità, non mancano però i rischi. Il più evidente riguarda la concorrenza agricola sudamericana, soprattutto per carne bovina, zucchero e soia, prodotti che potrebbero entrare nel mercato europeo a prezzi più bassi. Le associazioni agricole temono un impatto sulle filiere locali, in particolare sulla zootecnia e sulla trasformazione alimentare. A questo si aggiunge l’incertezza normativa: l’accordo è provvisorio e potrà essere modificato in base alla decisione della Corte di Giustizia, creando un quadro ancora in evoluzione per le imprese.

Un ulteriore elemento critico riguarda la complessità logistica. Operare in mercati lontani richiede

investimenti in distribuzione, accordi con partner locali e una gestione attenta dei rischi valutari. Non tutte le PMI dispongono delle risorse necessarie, motivo per cui sarà fondamentale il supporto delle istituzioni e delle reti di internazionalizzazione. Per le imprese romagnole, la chiave sarà muoversi con anticipo: mappare i mercati più promettenti, valutare partnership locali, rafforzare la compliance ambientale e sfruttare gli strumenti messi a disposizione dall’UE, come la piattaforma Access2Markets. L’accordo UE Mercosur non è privo di incognite, ma può diventare un’opportunità concreta per chi saprà interpretarlo come un’occasione di crescita internazionale, puntando su qualità, innovazione e sostenibilità. Lo stesso vale per gli accordi con l’India e l’Australia, di cui parleremo in altri articoli. In sintonia con la ricerca di un’autonomia strategica da parte dell’UE, resa necessaria dalle scelte dell’attuale presidenza statunitense, le imprese romagnole dovranno sempre più orientarsi verso nuovi mercati.

Natalino Valentini