Il Ponte

Le beatitudini della famiglia

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Cosa ci fanno 13 coppie, 30 figli, 4 baby sitter e un cuoco romano a Moena di Fassa? Un campo scuola per famiglie! Dal 17 al 24 agosto, un nutrito gruppo di 60 persone provenienti da alcune parrocchie della nostra diocesi (soprattutto da quella di San Giuliano borgo) hanno condiviso una settimana in spirito di fraternità, tra preghiera, passeggiate, riflessioni, giochi, sfide e serate insieme. Cesare e Rita Giorgetti, direttori dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della famiglia, hanno guidato gli sposi, più e meno navigati, proponendo come filo conduttore del campo le beatitudini tradotte nella vita familiare.
Le giornate, intensamente vissute grazie anche al tempo soleggiato (tutto il merito agli infallibili “patti” di Mirko G.!, ndr), sono state così strutturate: al mattino, dopo la colazione, un momento di preghiera insieme, quindi il lancio della beatitudine del giorno, così come proposta per la famiglia dal nostro Vescovo in un bel libretto, poi le escursioni per malghe e rifugi lungo la val di Fassa (valle San Nicolò, gruppo del Catinaccio, passo San Pellegrino).
Al pomeriggio, le coppie di sposi si sono riunite per meditare la beatitudine del giorno, attraverso alcune riflessioni proposte e commentate dall’esperienza di Cesare e Rita; gli sposi hanno avuto modo di approfondire i sette sentieri che il Signore ha indicato per essere beati, prima trovando il necessario spazio per il confronto (“deserto di coppia”), quindi ritrovandosi a gruppo intero e regalando agli altri le proprie “perle”. Questo metodo di lavoro è stato reso possibile anche grazie all’aiuto delle quattro meravigliose baby-sitter che si sono amorevolmente curate dei bambini, con grande generosità, pazienza e simpatia, permettendo alle coppie di guardarsi un po’ più negli occhi.
Il campo ha offerto alle famiglie anche la celebrazione giornaliera della liturgia della Parola, guidata dal diacono Cesare, con la possibilità di ricevere l’eucaristia.
Il 20 agosto una visita graditissima e una sorpresa ancora più inaspettata ha raggiunto le famiglie: “pensate alla persona più mite che conoscete…” era stato l’indizio sibillino di Cesare…
L’incontro con il nostro vescovo Francesco, che si trovava a trascorrere qualche giorno di vacanza, ha regalato al gruppo famiglie gioia, grazia e benedizione al gruppo. Il giorno seguente tutto il campo ha partecipato e animato la messa da lui celebrata, ospitandolo in seguito a cena.
Per le coppie (specie per quelle particolarmente prolifiche con 4, 6 o addirittura 9 figli!) è stata particolarmente preziosa l’occasione di poter parlare, confrontarsi e passeggiare con il proprio partner senza doversi continuamente occupare dei bambini. Nessuno dei partecipanti si è lasciato sfuggire l’occasione di rigenerarsi fisicamente, spiritualmente e psicologicamente.
Il clima di accoglienza e familiarità segnalato da molti si è progressivamente creato grazie alla condivisione del tempo insieme ed è stato favorito, per esempio, dalla possibilità di camminare insieme. Lungo i sentieri nel bosco le famiglie si sono sentite aiutate, accolte e aspettate: Cesare sempre in fondo alla fila, per essere certo che nessuna pecorella andasse perduta, Rita sempre attenta e premurosa, pronta a dare una mano e un conforto con la sua saggezza.
A Moena si è anche disputata, alla temperatura serale di 10°, una partita di calcetto tra “scapoli e ammogliati”, cioè tra figli e padri, con il sorprendente risultato di 8 reti a 7 per i matusalemme, dati per spacciati in partenza!!! Da segnalare anche la qualità e la perizia dello chef, che ha saputo “prendere per la gola” grandi e piccini, riscuotendo un sonoro successo.
Un’esperienza particolarmente significativa per gli sposi e occasione di una maggiore e reciproca conoscenza è stata la proposta di pregare in coppia di cui i coniugi hanno fatto esperienza mano nella mano: chiedere insieme al Signore ciò di cui lo sposo e la sposa hanno bisogno ogni giorno; chiedere perdono e perdonarsi di cuore ogni sera; ringraziare insieme il Padre; pregare con il “Padre nostro”, guardandosi negli occhi.
Cosa è rimasto nel cuore, di questa settimana ? La certezza che famiglie provenienti da realtà parrocchiali e/o da spiritualità diverse, con figli di età diverse (dagli adolescenti agli infanti), possano conoscersi, mettersi in discussione, confrontarsi con la parola di Dio e tra loro, apprezzarsi nelle loro qualità, come anche nelle debolezze che possono fornire l’occasione di una maggiore solidarietà e di un reciproco aiuto.
Qualche “perla”: mettendo Dio al primo posto tutto trova ordine; Dio non sceglie coloro che sono capaci, ma rende capaci coloro che sceglie; la condivisione fraterna porta nuova linfa alla spiritualità di coppia e di conseguenza alla famiglia intera; beati noi, se ci sentiremo abbastanza ricchi per poter dare e abbastanza poveri per dover ricevere.
Un augurio finale: che l’esperienza si ripeta… al più presto!!

Alessandro e Katia

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