L’emergenza abita tra le quattro mura

    Cara dolce casa. A dir la verità più cara che dolce. Almeno guardando il livello dei canoni mensili che, secondo l’ultima indagine Tecnocasa, nel primo semestre del 2009, hanno fatto segnare un trend di crescita consistente, specie se raffrontato al calo medio del resto dello Stivale. Cifre alla mano Rimini fa segnare un +2.5% nei canoni mensili per un bilocale ed un +1.2 per un trilocale. A livello nazionale invece si registrano rispettivamente un -1.2 e un -1.3%. In termini di valore assoluto gli affitti riminesi, almeno in Centro, si avvicinano a quelli di Bologna (bilocale a 600 euro, trilocale a 700). Numeri che farebbero pensare a una vera e propria emergenza abitativa. Ma è proprio così?

    Emergenza sì o no?
    Che si parli con inquilini o affittuari, esponenti dell’Amministrazione pubblica o gestori privati, la risposta sembra univoca: l’emergenza abitativa è presente anche sul nostro territorio.
    “Se per emergenza intendiamo una crescente richiesta di abitazioni in affitto – conferma l’assessore alle Politiche abitative del Comune di Rimini, Anna Maria Fiori – allora non si può negarne la presenza anche da noi. Negli ultimi anni la domanda di locazioni si è molto diversificata e riguarda sia fasce di reddito molto alte che molto basse. È logico che per quest’ultime, che hanno minor capacità di spesa, è più difficile trovare risposte appropriate”.
    A pesare sul mercato locale dell’affitto, si sono aggiunti due recenti fattori da non sottovalutare.
    “La sempre più diffusa presenza di universitari – sottolinea il presidente dell’Acer, Cesare Mangianti – e la crisi economica. Rimini poi, deve storicamente fare i conti con tutte le persone che d’estate si riversano in riviera alla ricerca di un lavoro stagionale e, quindi, di un appartamento”.
    A complicare ancor più la situazione, la scarsa presenza di abitazoni pubbliche: in Europa si attestano al 20% del totale, in Emilia Romagna al 5%, a Rimini solo al 2%.
    “Un gap – ricorda Mangianti – sorto negli anni ’90 con la separazione dalla Provincia di Forlì-Cesena che aveva concentrato la costruzione di alloggi Erp lontano dal territorio riminese”.
    Neppure gli affittuari possono negare l’emergenza. “Gli effetti dell’attuale situazione – spiega l’avvocato Paola Zoli, dell’Unione Piccoli Proprietari – si fanno sentire anche su di noi e si traducono in ritardi nel pagamento degli affitti e morosità degli inquilini che non riescono più a far fronte ai canoni”.
    Problemi di riscossione per proprietari quindi, problemi di liquidità invece, per gli inquilini.
    “Nel 2009 è cresciuto esponenzialmente il problema degli sfratti – conferma Andrea Buttafuoco del Sunia, sindacato inquilini – chi lavorava nelle imprese dell’indotto riminese e si è trovato in Cassa Integrazione, non è stato più in grado di sostenere la spesa per l’affitto. Anche cercare casa nell’entroterra non è poi una soluzione: quel che si risparmia di canone lo si spende nel trasporto e nella cosiddetta vita fuori casa”.

    L’impatto dell’Università
    Rimini da alcuni anni deve far fronte alle esigenze abitative degli universitari che, in alcuni casi, arrivano a pagare fino a 400 euro per una camera singola. Affitti elevati che sembrano evidenziare l’esistenza di un problema, anche se – racconta Mangianti – “gli studenti non rientrano tra le categorie più taglieggiate, visto che i contratti universitari danno più garanzie: il proprietario è tassato solo al 40% mentre lo studente può spesso accedere a rimborsi da parte dell’Ateneo”. “Considerando che si tratta di prezzi all inclusive – spiega l’avvocato Zoli – si tratta di canoni in linea con quelli di mercato”.
    I piccoli proprietari non amano però avere gli universitari nei propri appartamenti.
    “Troppo sporadici come inquilini – dice ancora la responsabile dell’Uppi – e potenzialmente pericolosi, per come potrebbero trattare alloggi ammobiliati, che un giorno diventeranno l’abitazione di un figlio o di un parente”.

    L’impegno dell’ente pubblico
    Nel 2009, nel solo Comune di Rimini, sono arrivate oltre 2.079 domande per accedere al fondo per l’affitto, per il quale la Regione ha stanziato 989mila euro e l’Amministrazione comunale 380mila. La somma massima erogata è di circa 900 euro per le persone pù in difficoltà. Entro il 2010 saranno consegnati e assegnati, sempre a Rimini, 307 alloggi per la locazione permanente a canone sostenibile (affitto medio sui 300 euro) mentre in tutta la provincia, l’Acer prevede la consegna di 358 alloggi Erp con canoni medi da 123 euro. È evidente però, che in un contesto di emergenza, questi numeri benchè importanti, non sono sufficienti e si deve prendere atto che, d’altra parte, il mercato immobiliare, spontaneamente, non funziona per le fasce sociali deboli. Per incentivare l’uso dei canoni concertati il Comune di Rimini ha sottoscritto un protocollo con tutte le categorie interessate (rappresentative sia degli inquilini che dei proprietari).
    “Vorremmo aiutare a rimettere sul mercato gli alloggi sfitti (che sono tanti sul territorio) – spiega l’assessore Fiori – affittandoli a canone concordato per dare alle famiglie la possibilità di un alloggio ad un prezzo più contenuto rispetto a quello di mercato ed offrire ai proprietari opportune garanzie (sgravi fiscali, riduzioni Ici e, in caso di morosità, il pagamento da 3 a 5 mensilità). Chiediamo ai proprietari di utilizzare però il canone più basso previsto e non quello più elevato come accade ora”.
    “L’Uppi – ribadisce l’avvocato Zoli – pur avendo seguito tutti gli incontri preparatori, ha deciso per ora di non firmare il protocollo e di cercare garanzie di natura privatistica-assicurativa per dare sollievo alla proprietà nel rapporto con l’inquilino. Spesso, tra l’altro, chi cerca casa è scarsamente informato sulla documentazione Isee da presentare oppure non è a conoscenza dell’esistenza degli aiuti messi in campo dalle Amministrazioni locali. Una corretta informazione consentirebbe agli inquilini di ottenere contratti a canoni calmierati”.

    Gli sfratti
    A testimoniare l’attuale emergenza, il crescente numero di sfratti. A Rimini nel 2009 sono stati 273 e 23 nell’ultimo mese di gennaio, con una crescita del 90% di quelli per morosità.
    “Per contenere questo fenomeno – dice l’assessore Fiori – il Comune ha stipulato una convenzione con Eticredito che prevede l’erogazione direttamente al proprietario dell’ammontare di tre mensilità per cercare di far ritardare la messa in mora degli inquilini da cui poi scaturisce lo sfratto”.
    Altra problematica da affrontare è quella degli affitti in nero.
    “Calcolare il livello medio dei canoni a Rimini non è semplice – attacca l’assessore Fiori – perchè spesso una parte viene rischiesta in nero. Questo crea un danno all’inquilino che va oltre il sovrapprezzo pagato perchè, figurando agli atti un affitto più basso, diventa più difficile accedere ai fondi pubblici di sostegno”.
    Quella di Rimini come patria degli affitti in nero è una generalizzazione che l’Uppi smentisce.
    “Noi disincentiviamo qualsiasi forma di affitto che non sia in regola – dice l’avvocato Zoli – e lo facciamo anche perchè solo in questo modo il proprietario può far valere i propri diritti se si presentano problemi”.
    Non tutti però si comportano così.
    “Putroppo ci sono casi di proprietari che chiedono di attuare il canone concordato – spiega Buttafuoco del Sunia – poi chiedono ai propri inquilini la differenza in nero per arrivare al valore di mercato”.

    L’Agenzia
    Per rispondere all’emergenza abitativa l’Acer ha anche attivato un’Agenzia per l’Affitto Garantito.
    “Alcuni proprietari ci danno la disponibilità dei loro appartamenti – racconta Mangianti – e noi li offriamo ad un canone più basso di quello di mercato (in media del 26%) ma garantiamo al proprietario l’affitto sicuro per 3 anni più 2. La morosità è quindi a carico dell’Acer”.
    Un’inziativa apprezzata anche dai proprietari.
    “Rimane solo la diffidenza verso un interlocutore non conosciuto – conclude l’avvocato Zoli – gli associati Uppi si chiedono chi abiterà i loro appartamenti e soprattutto come li tratterà”.

    Andrea Polazzi