Negli ultimi mesi laddove il prezzo della frutta cresceva a vista d’occhio, così come per molti altri generi alimentari, c’era un frutto che invece rimaneva accessibile. Anzi a volte con promozioni che, come si suol dire, “te le tirano nella schiena”.
Le susine. Mentre le ciliegie sono ormai usate dall’Agenzia delle Entrate come criterio di monitoraggio dei beni di lusso, le susine – almeno nei supermercati da me frequentati – mantenevano fieramente prezzi popolari. Magari non tutte di primissima scelta ma comunque mai scadenti. Non conosco le dinamiche di produzione e mercato che stanno dietro a questa situazione, magari c’era un surplus da smaltire, fatto sta che l’abbordabilità delle susine rispetto al resto dell’ortofrutta mi è parsa spesso evidente. Anche se a un certo punto inevitabilmente viene voglia di una nettarina o di un grappolo d’uva, poi uno comunque ne approfitta. Col rischio di esagerare, spinto dalla convenienza. Ma quelle susine a 99 centesimi al chilo vuoi lasciarle lì? Tanto la frutta si mangia. (A proposito, avete la ricetta della marmellata di susine? Chiedo per un amico).

