Onestamente ci eravamo chiesti cosa significasse in questo momento di guerre, odio e violenza fermarsi a riflettere sul clima. Lo ha proposto, 11 anni dopo la Laudato sì, la nostra Federazione dei Settimanali Cattolici (Fisc) in un convegno a Trento, dopo 7 lunghi anni di assenza di momenti comuni di riflessione.
Ma l’abbiamo capito in fretta, perché oggi l’ambiente è arma e bottino di tanti pazzi belligeranti.
La crisi climatica va raccontata… e bene
Convegno Fisc per i 100 anni di Vita Trentina
L’impatto ambientale della guerra: i numeri del disastro
Purtroppo i danni della guerra per l’ecosistema sono ignorati, ma enormi. Per esempio considerato che le attività militari richiedono spaventose quantità di carburanti fossili, si calcola che i primi 18 mesi del conflitto in Ucraina (ed ora siamo a 4 anni!) hanno generato circa 150 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, paragonabili a quelle annuali di una nazione industrializzata come il Belgio, senza considerare poi la contaminazione del suolo e delle acque, con munizioni e esplosivi che rilasciano metalli pesanti, sostanze tossiche… Ernesto Azzurro, scienziato, dirigente del CNR, che si occupa di biodiversità, ha sentito il dovere, assieme ad altri colleghi, di sottoscrivere l’appello Ecocidio e conflitto globale.
Superati 7 dei 9 limiti planetari: il report del Planetary Health Check
“Questi conflitti – ha detto – stanno accelerando una crisi ecologica e sociale senza precedenti”. Proprio il nuovo report del Planetary Health Check, una tra le più avanzate valutazioni dello stato di salute del Pianeta, ha annunciato che 7 dei 9 limiti planetari (ozono, acqua dolce, deforestazione, azoto e fosforo nei fertilizzanti…) sono stati superati. “La crisi planetaria è alle porte e proprio quando la Terra avrebbe più che mai bisogno di cura, cooperazione e strategie condivise, l’umanità si ritrova divisa e ostaggio di conflitti, che producono enormi impatti ambientali come deforestazione, perdita di habitat e di biodiversità, erosione del suolo, inquinamento di aria, acqua e suolo”. La guerra normalizza la devastazione e relega la natura e la vita stessa a beni sacrificabili, ostacola la cooperazione scientifica, dirotta risorse dalla transizione ecologica e mina gli sforzi globali per affrontare la crisi planetaria, realizzabili solo in un mondo di pace. Il messaggio è chiaro.
Il ruolo dei media: essere “Sentinelle del Creato”
Il convegno di Trento, con un’analisi attenta e non catastrofica, ha spazzato via le fake news della propaganda negazionista, ha spinto con forza per le energie rinnovabili, ha dato ai settimanali cattolici il compito di essere “ sentinelle del creato” per vincere un’indifferenza rassegnata, ricordando ciò che scriveva papa Francesco nella Laudate Dominum del 2023: “ Non reagiamo abbastanza – era il suo allarme – poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando un punto di rottura”. Molti impegni sono stati dati anche a noi giornalisti, ad esempio quello di studiare prima di scrivere, per non fare guai. “ L’approssimazione, infatti, quando si parla del clima, può fare più danni di un tweet di Trump.” E questo è tutto dire.

