Crisi: in… Movimento per la Vita

    Fare un figlio, in tempi di crisi, è sempre più difficile. Non solo per le donne straniere, ma anche per le italiane che nelle ultime settimane, sempre più spesso, bussano in tutta Italia alle porte dei Centri di aiuto alla vita(Cav) e ai Movimenti per la Vita(Mvp) per chiedere un sostegno che permetta loro di affrontare con meno difficoltà economiche la gravidanza, rinunciando così anche all’eventualità di ricorrere all’aborto. A confermare il fatto che lavoro instabile, casa in affitto, aumento del costo della vita stanno facendo crescere anche fra le donne italiane la tendenza ad interrogarsi sull’opportunità di mettere al mondo un figlio è Erika Laura Palazzi Vitale, la responsabile nazionale di Progetto Gemma, iniziativa gestita in collaborazione con la rete del Movimento per la vita italiano e degli oltre 300 centri di aiuto alla vita operanti su tutto il territorio nazionale.
    ‘Nelle ultime settimane – spiega – sono nettamente in aumento le richieste di aiuto che ci provengono da donne italiane. Fino allo scorso anno, invece, a rivolgersi ai nostri centri per chiedere un sostegno legato alla gravidanza, erano soprattutto mamme straniere, che al nord superavano anche percentuali pari al 70%. In questi mesi, invece, il numero delle richieste complessive è aumentato, e fra queste, come detto, sono cresciute in modo particolare quelle provenienti dalle italiane che ora sono la metà del totale”.
    Insomma, un bel cambiamento rispetto al 2008. E il motivo è molto semplice. Con la chiusura di molte aziende, tante famiglie si sono ritrovate con le entrate se non dimezzate, quasi dimezzate. Quindi, dove si può, si chiede aiuto. A confermarlo è anche Rita Volponi, presidente del Movimento per la Vita ‘Alberto Marvelli’ di Rimini.
    ‘La fotografia scattata da Erika vale perfettamente anche per il nostro territorio. C’è sempre più povertà! Il Centro di aiuto alla Vita (di cui è presidente Marisa Franciosi), con il quale collaboriamo in maniera sinergica, sta seguendo circa 280 mamme: danno loro corredini, carrozzine, ma anche latte e soprattutto pannolini. Purtroppo sono spesso e volentieri donne con gravi problemi socio-economici che hanno bisogno di una risposta immediata’.
    Mamme che, a volte, chiedono non solo un sostegno economico ma anche una spalla su cui piangere o su cui appoggiarsi per togliersi qualche peso di troppo.
    ‘Proprio così – conclude la presidente del Movimento per la Vita di Rimini – ogni tanto arrivano mamme che sì chiedono latte, bavaglini, biberon o cose del genere, ma che hanno anche bisogno di parlare, di sfogarsi. A volte basta così poco, basta stare loro vicino, non farle sentire sole, rassicurarle della nostra compagnia, dire loro che noi ci siamo in qualsiasi momento’.
    In questi anni, dalla sede del MvP riminese, sono passate tante storie, tanti volti. Uno in particolare è rimasto nel cuore.
    ‘Una mamma ci ha fatto visita con la sua carrozzina e la sua splendida creaturina. Ha detto che se lei era al mondo, il merito era anche il nostro. Che voleva abortire, ma che ha visto un nostro opuscolo e ha capito che la vita, quella con la V maiuscola, è l’unica luce capace di squarciare il buio delle tenebre’
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    Lucia Genestreti