Il Ponte

Al mare anche d’inverno. La sfida del Bagno 65

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Una spiaggia viva anche d’inverno. Con brandine pronte per chi vuole rosolarsi un po’, appena il sole torna a fare capolino tra le nuvole; idromassaggi all’aria aperta e spa con molteplici sevizi per dispensare coccole ai clienti dei mesi freddi.

A prolungare la stagione di quattro mesi, fino all’Epifania, offrendo la possibilità di vivere pienamente il mare anche nel periodo natalizio, sono Carla e Alessandro Vici del Bagno 65 (nella foto). Una scommessa giocata in un particolare periodo, critico anche sotto il profilo turistico.

Lo stabilimento balneare indicativamente resterà aperto dalle 9.30 alle 18.30. “La scelta fatta è molto impegnativa, ma era nostro desiderio avere una spiaggia diversa, proponendo l’elioterapia e la iodoterapia in altri mesi. È chiaro che tutto è legato alle condizioni meteorologiche, ma ci proviamo”. A proposito la moglie Carla Ricci commenta: “Offriamo le vasche d’idromassaggio in terrazza per fare il bagno guardando il mare e il centro estetico con tutti i suoi trattamenti, seguiti da tre dipendenti specializzate nel settore. Al momento stiamo studiando alcuni dettagli, per esempio, per chi usa l’idromassaggio, come accade in montagna, vorremmo predisporre delle cabine/spogliatoio riscaldate vicino alle vasche, anche per appoggiare le cose”. In quanto al centro estetico, nel piano inferiore, spiega la Ricci “abbiamo dei lettini particolari anche per la cromoterapia e il bagno di vapore, doccine di risciacquo e poi la parte della spa, massaggi, pedicure con idromassaggio”. 

Per ora niente cupole, ma tra le idee c’è quella di accogliere i clienti in un “giardino d’inverno con vetrata rimovibile d’estate, sarebbe molto bello e utile anche in funzione alla prevenzione del Covid, perché così si potrebbe accedere al centro in maniera più distanziata e a temperatura gradevole, perché verrebbe riscaldato. Dipenderà dai preventivi”. Nel frattempo il bagno, sul lungomare della Repubblica, pronto a essere un punto di riferimento per turisti e residenti, si è illuminato con una miriade di piccole luci.

Una scelta coraggiosa, soprattutto se si considera che viene giocata in tempi difficili, di Coronavis, e con il futuro delle concessioni demaniali ancora incerto per via della Bolkestein. Ma tutto sommato Riccione attira ancora e invita a investire e poi come sostengono i due bagnini “l’attività va comunque resa competitiva”. 

Con questa convinzione lo scorso inverno il Bagno Mario è stato completamente ridisegnato in bioedilizia con idromassaggi e solarium sulla terrazza panoramica, nonché con una riduzione del 22/23% delle cubature, dovuto al drastico taglio delle cabine che da 56, sono diventate una trentina. Quanto basta per ridare lustro al bagno aperto dal bisnonno Domenico Fabbri, che l’ha poi lasciato ai figli, Mario e Cesare, che l’hanno diviso in due parti, zona 66 e zona 65, quest’ultima passata a mamma Ivonne.

Nives Concolino

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