Cattedrale di Rimini gremita per la Messa di ringraziamento. Magliette biancorosse, cappelli di paglia e blu, applausi e ancora tanta emozione. Mons. Nicolò ripercorre la giornata del 22 agosto e rilancia: preghiera, solidarietà e accoglienza come i tre doni della Chiesa riminese al Papa.
Le magliette biancorosse dei volontari, i cappelli di paglia, quelli blu, gli stessi colori che hanno accompagnato la grande giornata del 22 agosto. Anche il Coro era una “delegazione” di quello extralarge impegnato al Porto. E poi una Cattedrale piena, applausi, sorrisi e una sensazione precisa: l’emozione per la visita di Papa Leone XIV a Rimini è ancora viva.
A un mese dall’arrivo del Papa, il Duomo si è nuovamente riempito per la Messa di ringraziamento, celebrata alle 18.30. Non una semplice celebrazione per ricordare un evento ormai passato, ma un’occasione per ripercorrere ciò che è accaduto e, soprattutto, per chiedersi che cosa quella visita abbia lasciato alla Chiesa riminese.
A guidare il racconto è stato il vescovo mons. Nicolò, che nell’omelia ha aperto il cassetto dei ricordi, riportando i fedeli dentro i preparativi e dentro quella lunghissima e intensissima giornata.

“L’angelo custode” e la copia in tasca
Tra i tanti episodi, anche quello che ha strappato più di un sorriso.
Il vescovo avrebbe dovuto pronunciare due discorsi davanti a Leone XIV. IL suo angelo custode, racconta mons. Nicolò, gli aveva suggerito di stamparne due copie. Un consiglio provvidenziale.
In Duomo tutto è filato liscio. Al Porto, invece, la prima copia del discorso era rimasta in Duomo nella cartella insieme all’altro testo. Ma ecco il piccolo colpo di scena: la seconda copia era stata piegata e infilata in tasca.
Una dimenticanza risolta appena in tempo e diventata, a distanza di un mese, uno degli aneddoti più significativi di quella giornata. Perché dietro la macchina organizzativa, i protocolli e la grande attenzione per ogni dettaglio c’erano anche persone che stavano vivendo, con emozione e trepidazione, un appuntamento irripetibile.
E proprio l’emozione è tornata più volte nelle parole del vescovo.
L’omelia è stata infatti accompagnata e interrotta in diversi momenti da applausi scroscianti. Applausi che dicevano grazie al Papa, ma anche grazie a tutte le persone che hanno reso possibile quella giornata: volontari, comunità, associazioni, parrocchie e realtà del territorio.

Tre doni per Leone XIV
Al termine della Messa, mons. Nicolò ha ricordato anche i tre doni che la Diocesi di Rimini ha offerto a Papa Leone XIV.
Il primo dono è quello più semplice e, insieme, più prezioso: la preghiera. La Diocesi si è impegnata a intensificarla nei prossimi mesi per le intenzioni del Pontefice, con particolare attenzione alla pace in Terra Santa, Ucraina, Iran, Africa e nel mondo.
Il secondo dono prende la forma di due opere concrete, una a Rimini e una oltre i confini della Diocesi.
La prima resterà in città: a nome del Papa verrà finanziata la sistemazione in erba sintetica del campo da calcio della Casa circondariale di Rimini. Un gesto rivolto alle persone detenute, perché anche attraverso lo sport possano trovare uno spazio di socialità, relazione e crescita.
La seconda guarda invece a una delle emergenze più drammatiche del nostro tempo: la Diocesi parteciperà al progetto della Conferenza Episcopale Italiana per la realizzazione di un ospedale o di un importante presidio sanitario a Gaza.
Due opere lontane tra loro, ma unite dalla stessa volontà: fare della gratitudine per la visita del Papa non soltanto una parola, ma un gesto concreto di prossimità.
Il terzo dono riguarda invece l’accoglienza delle persone straniere che vivono e lavorano nel territorio riminese.
Una scelta che parte dalla realtà concreta della Romagna, dove donne e uomini provenienti da Africa, Bangladesh, Pakistan, Siria, Congo, Colombia e da molti altri Paesi sono parte della comunità, delle imprese, delle scuole e delle famiglie.
“Il nostro mare – ha ricordato il Vescovo – deve essere un veicolo di amore e di fraternità”.
Una frase che, a Rimini, assume un significato particolare. Il mare che ha fatto da sfondo alla visita di Leone XIV diventa così anche una metafora: non un confine che separa, ma una strada che mette in comunicazione, un luogo di incontro, un ponte tra persone e popoli.
Il grazie continua a Roma
Il grazie della Diocesi, dunque, non si esaurisce con la Messa in Cattedrale.
Il prossimo appuntamento è già fissato per mercoledì 23 settembre, quando la Diocesi di Rimini si recherà a Roma per partecipare alla catechesi del mercoledì di Papa Leone XIV e ringraziarlo personalmente per la sua visita del 22 agosto.
Sarà un altro momento per rinsaldare quel legame che la giornata riminese ha reso ancora più forte.
Ma c’è già anche un’altra data da segnare sul calendario.
Il 22 agosto 2027, tutti in spiaggia
22 agosto 2027.
È questa la data annunciata da mons. Nicolò per il prossimo appuntamento: una Messa in spiaggia.
Un anno dopo la visita di Leone XIV, il mare tornerà dunque a fare da scenario alla preghiera della comunità riminese. Una celebrazione che sarà insieme memoria e rilancio, perché ciò che è accaduto il 22 agosto non resti soltanto il ricordo di una giornata straordinaria.

Questa sera, nel Duomo gremito, tra le magliette biancorosse dei volontari, i cappelli di paglia e blu e gli applausi che hanno accompagnato le parole del vescovo, si è capito che quella giornata ha lasciato una traccia profonda.
Ora quella traccia chiede di diventare preghiera, carità, accoglienza e fraternità.
E allora il prossimo appuntamento è già scritto: ancora un 22 agosto, ancora Rimini, ancora il mare.
Il grazie a Leone XIV continua. E, a Rimini, ha già preso il largo. (p.g.)

