Dalla Messa al Porto alle immagini dell’Arco e del Duomo, la visita di Leone XIV (nelle foto di Lucia Gerini) ha portato Rimini al centro dell’attenzione. Ora la Diocesi rilancia il grazie: dagli artisti ai volontari, dai ricordi della giornata ai tre doni pensati per il Papa. Il 6 settembre la Messa di ringraziamento, il 23 settembre l’udienza a Roma.
Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore la straordinaria ed emozionante esperienza della visita del Santo Padre alla nostra Diocesi di Rimini di sabato scorso. Una giornata che è stata davvero un dono dello Spirito per la Chiesa riminese, per la città e per le migliaia di persone che, in piena stagione turistica, hanno voluto esserci.
Le immagini di Leone XIV a Rimini hanno fatto il giro del mondo: l’arrivo all’Arco d’Augusto, il passaggio in Duomo, l’abbraccio della città e soprattutto la Santa Messa al Porto, con il mare sullo sfondo. Giornali, televisioni e agenzie nazionali, ma anche media internazionali, hanno acceso i riflettori sulla città, raccontando una Rimini capace di accogliere il Papa e di trasformare una visita in una grande festa di popolo.
Ma dietro le immagini più conosciute ci sono tanti volti e tante storie. E anche l’arte ha avuto un ruolo significativo nel costruire la giornata.
Il maestro Davide Tura, pianista e direttore d’orchestra, ha composto appositamente per la celebrazione il Magnificat per orchestra e ha musicato il Salmo. L’intenzione è ora di portare quei brani al Papa nell’udienza di settembre, in un cofanetto. “Se i tempi lo consentiranno, orchestra e coro saranno coinvolti anche nella registrazione”, assicura Tura.
Il Magnificat di Tura, osserva un musicologo bolognese, “non racconta Maria che canta il Magnificat. Racconta l’umanità che deve diventare capace di cantarlo”. Una lettura che mette in luce il percorso musicale fra inquietudine, ricerca e luce, fino al culmine corale.
Alla realizzazione della visita hanno contribuito anche Alessandro La Motta, autore della statua di San Francesco collocata in Cattedrale, Elvis Spadoni, che ha realizzato il dipinto donato dal Comune di Santarcangelo e dedicato all’arco di Clemente XIV, Christine Joan, per la produzione artistica degli abiti liturgici dei concelebranti, e Devon Miles, autore di una canzone dedicata alla visita del Santo Padre. Il pittore riminese Giorgio Bellini, infine, ha preparato per Leone XIV un cofanetto con le immagini delle sue opere religiose.
Tra i protagonisti, lontano dai riflettori ma vicinissimo all’altare, anche il diacono Alessandro Perazzini, che ha servito la Messa e proclamato il Vangelo. Proprio oggi il diacono della parrocchia di Corpolò compie 50 anni. “È stata sicuramente una grazia grande, non certo un merito personale. Un’emozione grandissima. Preghiamo perché lo Spirito continui ad assistermi e sostenermi e perché il servizio, anche dopo quello all’altare con papa Leone, sia sempre un’azione di Chiesa”.
I ricordi di una giornata
Anche i numeri raccontano l’eccezionalità della giornata. Sono state realizzate 2.000 magliette bianche e rosse: delle 1.500 bianche non ne è rimasta praticamente nessuna. Distribuiti anche 10.000 cappellini, 10.000 cappelli di paglia, 10.000 santini e 40.000 bottiglie d’acqua, offerte da Acli nazionali.
Per chi desidera conservare un ricordo della visita, le ultime magliette e i cappellini sono ancora disponibili presso la Diocesi, in segreteria, con offerta libera. Restano anche gli ultimissimi ombrelli, appena una sessantina.
Ma il ricordo non vuole essere soltanto memoria. La Diocesi ha già indicato tre direzioni concrete per trasformare la gratitudine in impegno.
“A questo punto permetta anche a noi di regalarle qualcosa”, ha detto il vescovo di Rimini rivolgendosi al Papa. Il primo dono sarà la preghiera, con un impegno più intenso nei prossimi mesi per le intenzioni di Leone XIV, in particolare per la pace in Terra Santa, Ucraina, Iran, Africa e nel mondo.
Il secondo dono saranno due opere concrete, una a Rimini e una fuori dal territorio diocesano: a nome del Papa verrà finanziata la sistemazione in erba sintetica del campo da calcio della Casa circondariale di Rimini, mentre la Diocesi parteciperà al progetto della Conferenza Episcopale Italiana per la realizzazione di un ospedale o di un importante presidio sanitario a Gaza.
Il terzo impegno riguarda l’accoglienza delle persone straniere che vivono e lavorano nel nostro territorio. Una scelta che parte dalla realtà concreta della Romagna, dove donne e uomini provenienti da Africa, Bangladesh, Pakistan, Siria, Congo, Colombia e da molti altri Paesi sono parte della comunità, delle imprese, delle scuole e delle famiglie. “Il nostro mare – ha ricordato il Vescovo – deve essere un veicolo di amore e di fraternità”.
Il grazie della Diocesi
Ora la Chiesa riminese si prepara a dire pubblicamente il proprio grazie. Domenica 6 settembre alle 17.30, in Cattedrale, il Vescovo presiederà una Santa Messa di ringraziamento per la visita del Papa. Sono invitati in particolare tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione e quanti hanno partecipato alla giornata. Al termine, un brindisi nel giardino della Curia.
Il secondo appuntamento sarà a Roma. Mercoledì 23 settembre una delegazione della Diocesi incontrerà Leone XIV nell’udienza già annunciata dal Vescovo, per consegnargli il grazie di Rimini. È già possibile iscriversi presso l’Agenzia Ariminum: il costo del viaggio in pullman è di 70 euro a persona. Nei prossimi giorni sarà comunicato il programma dettagliato.
La visita è finita. Ma, per Rimini, il viaggio comincia adesso: dal ricordo alla gratitudine, dalla gratitudine alla preghiera, dalla preghiera a gesti concreti di fraternità.









