Dopo la decisione dell’Amministrazione comunale di Rimini di conferire la cittadinanza onoraria a Vasco Rossi, qualcuno ha chiesto se fosse opportuno assegnare l’onorificenza a un personaggio che per anni – tra “Fegato spappolato”, “Siamo solo noi” e via dicendo – ha inneggiato alla sconvoltaggine e allo sballo. Per i no vax (quelli sorti online nel 2021 e al 2021 ancora rimasti, da non confondere coi free vax) invece oggi Vasco Rossi è simbolo dell’esatto opposto: schiavo del sistema per avere sostenuto il rispetto delle disposizioni durante il Covid, piegandosi così alle macchinazioni del regime. Ognuno in fondo si può pensare il Vasco Rossi che desidera: anche immaginarlo nemico acerrimo di Ligabue, come nel dualismo che i media provarono a costruire senza troppo successo, quando in realtà i due più che odiarsi pare si ignorino cordialmente. Proprio 25 anni fa di questi giorni, tra l’altro, Ligabue era impegnato a Rimini e Riccione nelle riprese del suo film “Dazeroadieci” . E come mai, verrebbe da chiedersi, a Ligabue che a Rimini oltre a farci film, per quanto non da Oscar, ci ha pure fatto diversi concerti non si è conferito neanche un Sigismondo di bronzo? Boh.
Forse semplicemente non era tempo per lui.

