Home Editoriale GLI AUGURI DEL VESCOVO Nella notte, la luce

GLI AUGURI DEL VESCOVO Nella notte, la luce

Pietro da Rimini

La Pasqua 2026 sarà una festa indimenticabile. Rimarrà, io penso, incisa nel mio cuore almeno per due motivi: uno tenebroso e uno luminoso.

Il motivo tenebroso è che quella di quest’anno è una Pasqua di guerra, di violenza, di sangue, come mai avrei immaginato.

Chi, come me, è nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ha vissuto con partecipazione le ferite della guerra del Vietnam, i dolori della guerra fratricida dei Balcani e del Kosovo, le due guerre del Golfo, il conflitto in Afghanistan, le guerre civili in Sudan, Congo, Ruanda e Myanmar; ma mai mi sarei aspettato di vivere un tempo in cui due grandi potenze mondiali, Stati Uniti e Russia, fossero impegnate in guerre sanguinose che coinvolgono Ucraina, Israele,

Iran, Libano, Paesi arabi, causando morti e devastazioni di infrastrutture civili, scuole, ospedali, case, strade, centrali elettriche.

Il motivo luminoso è dato, invece, da una luce che si è accesa in questo tempo: quella di Papa Leone, che ha ripreso l’importante e chiarificante testimonianza di Papa Francesco.

Nella persona e nell’insegnamento di Papa Leone brilla l’eterna freschezza creativa dello Spirito Santo, che continuamente annuncia la persona di Gesù, l’unica vera ed eterna novità.

La gioia per la presenza di Papa Leone è esplosa con maggiore forza quando si è saputo che il 22 agosto 2026 il Santo Padre verrà in visita pastorale al Meeting per l’amicizia fra i popoli e alla Diocesi di Rimini. La Pasqua 2026 segue il Giubileo “Pellegrini di Speranza” del 2025. L’Anno giubilare è stato un anno di grazia: lo scorso anno, durante i pellegrinaggi delle Zone pastorali e dei vari gruppi di ragazzi e adulti alla Cattedrale, le visite ai 18 luoghi giubilari, i pellegrinaggi a Roma, la visita diocesana al Santuario di Loreto e in tante altre occasioni, migliaia di persone hanno avuto la possibilità di ravvivare la loro amicizia con Gesù e riaccendere la speranza.

Migliaia di persone si sono preparate alla Pasqua 2026 accostandosi al Sacramento della Riconciliazione, nelle singole parrocchie, nelle liturgie penitenziali in Cattedrale e nelle 15 Zone pastorali.

Ringrazio Dio per la presenza generosa dei preti che ci donano l’Eucaristia e il Sacramento della Misericordia.

Al Giubileo 2025, per volontà di Papa Leone, fa seguito il Giubileo francescano, indetto in occasione degli 800 anni della morte di san Francesco, avvenuta nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226.

La nostra Diocesi ha voluto iniziare questo anno il 7 febbraio con un pellegrinaggio ad Assisi, partecipato da più di 1400 fedeli: una giornata di fraternità e preghiera vissuta in modo semplice, leggero e profondo, secondo lo stile di Francesco, ricca di grazie.

Papa Leone, nel suo primo testo magisteriale, la lettera apostolica Dilexi Te, ha invitato la Chiesa universale a un rinnovato studio sociale e a un rinnovato impegno sociale.

Signore Gesù, aiutaci a vivere la nostra diocesi come una grande famiglia accogliente, attenta ai disabili, ai malati, ai senza fissa dimora.

Rendi presenti nei nostri cuori coloro che vivono in carcere, i giovani e gli adulti caduti nella dipendenza; molti di loro sono papà, mamme, sposi: custodisci le loro famiglie.

Apri i nostri occhi alle sofferenze di tanti migranti; alcuni di loro, pellegrini di speranza, sono passati attraverso le atrocità disumane dei campi di lavoro in Libia; molti hanno visto amici, bambini e parenti affogare nel Mediterraneo.

Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.

Rendi nostre le difficoltà di chi cerca una casa.

Se, come Chiesa e comunità riminese, saremo generosi, Gesù ci ricompenserà: lui, il Signore della vita e della Pasqua, è fedele.

Un caro augurio di una felice Pasqua a tutti e grazie per il bene che fate.

+ Nicolò Anselmi