Riccione celebra i 100 anni di Nella Sarti, nata il 10 marzo 1926 nel quartiere Abissinia, dove vive ancora oggi. A renderle omaggio, anche l’assessora alla Famiglia Marina Zoffoli, che l’ha incontrata nella sua casa di viale Trento Trieste, circondata dall’affetto dei familiari.
Figlia di Raffaele Sarti, storico infermiere dell’ospedale Ceccarini e collaboratore del dottor Moro, Nella da giovane intraprende la strada dell’insegnamento. Diplomata alle magistrali, inizia a lavorare come maestra nel 1949. Poco dopo la sua vita si intreccia con quella di Redo Petroni: insieme, a partire dal 1950, gestiscono per decenni il negozio “Petroni”, diventato un punto di riferimento del commercio riccionese. Nel negozio passano e si vendono anche i primi costumi da bagno legati al concorso di Miss Italia, simbolo della nuova stagione turistica della Riviera.
Nel 1985 l’attività commerciale chiude, ma Nella non smette di lavorare. Dal 1986 al 1996 gestisce infatti la pensione “Nella”, sempre in viale Trento Trieste, dedicandosi all’accoglienza turistica.
Durante l’incontro con l’amministrazione comunale, Nella ha ripercorso molti episodi della sua lunga vita, alternando ricordi difficili e momenti più leggeri. Tra i più intensi, quelli legati alla guerra. “La fame era tanta, a volte dormivo nel pomeriggio per non sentirla”, ha raccontato. E poi il ricordo di un pomeriggio in spiaggia con un’amica, quando un aereo iniziò a mitragliare la sabbia: “È stato un attimo di grande paura. Siamo rimaste illese per caso”.
Non manca l’ironia nei suoi racconti. Ricorda, ad esempio, quando alcuni soldati alleati entrarono nel giardino di casa: “Mi sono arrabbiata e li ho presi a pugni per mandarli via”, ha detto ridendo, mentre la madre osservava la scena con grande apprensione.

L’assessora Marina Zoffoli ha definito l’incontro con la centenaria “un regalo immenso per chiunque abbia la fortuna di ascoltarla”. “Incontrare una donna così vitale e lucida è stato un onore – ha aggiunto –. La sua storia è un intreccio di resilienza durante la guerra e di intraprendenza nel dopoguerra. È una testimonianza preziosa della memoria di Riccione”.
Dopo oltre un’ora di racconti, Nella (nella foto sopra con il figlio Raffaele) ha salutato gli ospiti con una battuta: “È un peccato che i cento anni arrivino una volta sola”. Una frase che riassume bene il carattere di una donna che ha attraversato un secolo di storia senza perdere lucidità e spirito. (c.z.)

