2010: tartarughe a rischio?

    A un anno dalla sua inaugurazione, il Centro Adria della Fondazione Cetacea annuncia le novità per l’estate 2010, nuovi spazi espositivi e attività. In maggio, intanto, appena le condizioni meteomarine lo consentiranno, verranno liberate le diciotto tartarughe tuttora affidate alle cure di esperti e veterinari. Tra le “chicche” offerte ai visitatori spicca lo “snorkeling”, ossia escursioni subacquee negli specchi d’acqua antistanti Riccione e Gabicce, alla scoperta dei tesori e dell’impressionante vita dei fondali sabbiosi e rocciosi. Le esplorazioni, che potranno essere effettuate anche dai bambini, saranno guidate dagli uomini della Sub Riccione.

    Il centro in mostra
    Il centro, nel frattempo, aprirà un’altra sala mostre che porterà da 100 a 130 metri quadri lo spazio espositivo del museo delle conchiglie e dei coralli che da ora in poi conterà anche su una collezione donata dal nostro fotografo Epimaco (Pico) Zangheri. Si preparano anche due nuove vasche con oblò per la riabilitazione delle tartarughe e un’infermeria completa di attrezzature per gli interventi sui rettili marini. Investimento che snellirà, e non di poco, i costi delle cure. Al momento, infatti, per i casi più complessi bisogna ricorrere ai veterinari di Modena, dove tuttora sono in cura tre tartarughe. Cetacea, infine, per il pubblico allestirà due aree esterne, una per i giochi dei bambini, l’altra ombreggiata con panche e tavoli per la sosta delle famiglie in visita. Non è tutto.

    Visite guidate
    Nel centro Adria, che ha sede nell’ex colonia Bertazzoni, in viale Torino, a Riccione, come ha annunciato venerdì scorso da Sauro Pari, che è pure direttore editoriale del periodico Cetacea, dalla prossima estate si terranno visite guidate per i turisti. A proposito sono stati presi contatti con bagnini e albergatori che avranno a disposizione del materiale illustrativo. Intanto spazio alle visite scolastiche e per privati su prenotazione (0541.691557). Adria che, rimarrà aperta il 25 aprile, il primo maggio e tutti i fine settimana dello stesso mese, per poi riaprire quotidianamente da giugno in concomitanza con la chiusura delle scuole, nel 2010 conta di raggiungere i 50mila visitatori, contro i 30mila del 2009.

    Bilanci in rosso
    Al di là dell’intrattenimento, l’Onlus deve fare i conti con i bilanci finanziari, tuttora in rosso. Il deficit è di 70mila euro, somma che equivale a quella investita la scorsa estate per far fronte all’emergenza delle tartarughe, in gran parte ricoperte dai così detti “denti di cane”. Se il fenomeno dovesse ripetersi nella prossima stagione balneare, cosa secondo gli esperti probabile, la Fondazione andrebbe in crisi. Ricordiamo che al momento si avvale di 15 soci e 12 volontari, occupa tre persone full time e periodicamente si appoggia ad altri cinque collaboratori. Intensa l’attività, basti pensare che Cetacea è il centro che nel 2009 ha effettuato il maggior numero di soccorsi in Italia, 7 per ogni chilometro di costa.
    Parte quindi l’appello di Pari alla Regione e al Ministero dell’Ambiente, affinché sostengano la Fondazione che, tra l’altro, deve ancora incassare il cinque per mille del 2007 e del 2008. Sono stati spesi 70mila euro, da ripianare. Nel 2010 ha curato 92 animali, dei quali 50 liberati, 22 morti e 18 tuttora in cura.
    Gli esemplari degenti in buona parte o sono stati feriti da ami e da eliche o sono finiti nelle reti dei pescatori che si sono poi rivolti a Cetacea. Tra questi ci sono anche Nevio che ha una pinna monca, Quasimodo con un solo polmone, in attesa del referto della biopsia spedita in Florida, Atlante, la tartaruga più grossa che pesa oltre 40 chili, e Olli, ricoperta da decine di balanidi, che è arrivata nel centro appena due settimane fa.

    Nives Concolino