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Bellezza e arte sacra

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Dalle fondamenta anteriori alla fondazione di Ariminum, venute alla luce nella campagna di scavi del Teatro Galli, fino ai contatti tra Rimini e l’Oriente, testimoniati dai reperti archeologici dalla Domus del Chirurgo, ora conservati all’interno del museo della città di Rimini. Questo e tanto altro è stato oggetto delle giornate dedicate al Festival del mondo antico, appena conclusi nella città di Rimini e dintorni.
La kermesse, dal titolo “Ereditare il futuro. Il patrimonio culturale tra memoria e damnatio”, si è colorata di un incontro, dal titolo “Custodire la bellezza”, dedicato alla riflessione sull’arte sacra e i problemi connessi alla sua interpretazione, conservazione e fruizione. Parlare di arte sacra all’interno di un Festival del mondo antico consente all’arte sacra di essere parte integrante di quel patrimonio artistico, storico e culturale che deve essere tutelato dalla Repubblica italiana, secondo l’art. 9 della nostra Costituzione. Troppo spesso, infatti, si pensa che l’arte sacra cristiana si contrapponga a quella greca e romana. Ad intervenire nell’incontro, coordinato e moderato da Johnny Farabegoli, docente di Architettura e liturgia presso l’ISSR “A. Marvelli” (curatore dell’incontro stesso), sono stati Rodolfo Papa, docente di Storia delle teorie estetiche in vari ISSR dell’Italia, e Luca Baraldi, docente dell’ISSR di Vicenza “Santa Maria di Monte Berico”. Ricordando quanto scritto da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, Farabegoli ha sottolineato che ogni catechesi è via pulchritudinis e, pertanto, anche i beni architettonici della cristianità devono essere salvaguardati e valorizzati. Attenzione all’alfabetizzazione sul contenuti biblici, rapporto proficuo e costante tra istituzioni statali e CEI e valorizzazione dei beni ecclesiastici per incentivare il turismo. Queste le tre indicazioni che secondo Farabegoli potrebbero contribuire a recuperare il valore autentico dell’arte sacra. “Dobbiamo recuperare i fondamenti dell’arte cristiana – rilancia Rodolfo Papa – . L’arte cristiana non può che essere figurativa, perché il volto di Cristo è al centro della vita cristiana”. All’evangelizzazione hanno contribuito non solo i vangeli, ma anche le immagini. Lo stesso Giovanni Damasceno diceva che “l’unico testimone credibile è l’immagine”. “Ma non c’è valorizzazione dei beni artistici senza un’adeguata formazione che consenta l’acquisizione di metodologie e competenze che permettano di interpretare l’opera artistica nella sua complessità, anche in rapporto alla comunità nella quale è stata concepita, realizzata e conservata” suggerisce Baraldi. E proprio per formare figure che sappiano essere promotrici di arte sacra, l’ISRR “A. Marvelli” ha dato il via al master “Valorizzazione dell’arte sacra e del turismo religioso”.

Sara Castellani