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VISITA PASTORALE Il punto di vista di Dio

Dopo la visita pastorale del 2024 (che aveva l’obiettivo di rilanciare le Zone e la loro collaborazione), il vescovo Nicolò si rimette in viaggio e dal 1° novembre inizia la sua seconda visita alle Zone Pastorali con quella del Centro Città (Sant’Agostino, San Girolamo, S. Giuliano-Celle, San Giuseppe al Porto). E sarà così fino a maggio, in 15 tappe.

Un percorso che intende favorire l’incontro, la collaborazione e la comunione tra le comunità, superando chiusure e autoreferenzialità. Zone Pastorali chiamate a essere luoghi di corresponsabilità e collaborazione, in cui le parrocchie imparino a lavorare sempre più insieme, “ abbassando un po’ i singoli campanili”. Ad accompagnare la Visita è stato dato un segno concreto: un’icona della Visitazione di Maria a Elisabetta.

Accanto all’icona la preghiera di Maria, il Magnificat, con un chiaro riferimento alla lettura che Papa Leone fa di quella preghiera concludendo la Magnifica Humanitas. Al numero 244 afferma: “ La Vergine Maria non solo ci insegna a vedere l’invisibile opera di Dio, ma indirizza anche il nostro sguardo «sui punti di frattura dell’umanità, […] nel contrasto tra umili e potenti, tra poveri e ricchi, tra sazi e affamati», educandoci «ad acquisire un punto di vista diverso per guardare il mondo dal basso, con gli occhi di chi soffre, non con l’ottica dei grandi; per guardare la storia con lo sguardo dei piccoli e non con la prospettiva dei potenti; per interpretare gli avvenimenti della

storia con il punto di vista della vedova, dell’orfano, dello straniero, del bambino ferito, dell’esule, del fuggiasco» (…) Con la stessa fede di Maria, diventiamo tessitori di speranza nel nostro mondo, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo, così che la presenza di Gesù cresca in mezzo a noi e prenda forma il suo Regno”. Proprio sul tema della “prossimità” (l’atteggiamento di Maria e Gesù per Elisabetta e Giovanni), della presenza viva del cristiano nel territorio dove vive, il vescovo Nicolò sta impostando tutto l’anno pastorale, “ strada privilegiata per il presente e il futuro della Chiesa e della società” scriveva nella sua Lettera Pastorale. “ Oggi più che mai – ha detto il Vescovo a San Gaudenzo – ci viene richiesta una fede adulta e matura che ci fa dire che dobbiamo assolutamente impegnarci per un mondo unito e di pace. Un mondo equo, cominciando veramente dai più fragili, dai più poveri”. Perché questa corresponsabilità cresca, mons. Nicolò spinge affinché, per l’occasione, in ogni comunità si ri/ costituisca il Consiglio pastorale parrocchiale. A ogni zona il Vescovo dedicherà un’intera settimana, senza fretta e senza la pretesa di conoscere subito tutta la vita delle comunità, ma con il desiderio di incontrare le persone e condividere un tratto di strada. Uno slancio che raggiunga anche gli ambienti della vita quotidiana – ospedali, scuole, luoghi di lavoro – e tutte quelle realtà in cui la Chiesa è chiamata a essere presente, ad ascoltare e a farsi prossima.