Il Ponte

Unitalsi, il pellegrinaggio della vita

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“Non è importante la meta, ma lo stare per via. Bisogna saper camminare insieme. Bisogna anche saper sostare: rendersi gli uno sostegno degli altri”.

Di strada insieme con tanti altri compagni di viaggio, Valentino Antonelli ne ha fatta davvero tanta.

70 anni, presidente della sottosezione Unitalsi di Rimini (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) per 12 anni, il riminese Antonelli ha esaurito i mandati alla guida dell’associazione. “ Ho finito il mio percorso. Sono stati anni stupendi, pieni di soddisfazioni ma anche dolorosi e impegnativi. Ma non mi ritiro, lascio solo il posto” assicura il combattivo ex presidente. “ In questo pellegrinaggio della vita, il cristiano deve sapere ascoltare la voce dell’altro”. – si legge nella lettera di un Unitalsiano, che Antonelli sottoscrive – Così, un filosofo italiano non credente invita i suoi amici cristiani a leggere il brano di Emmaus: « Quel che è da fare è camminare insieme, saper mutare il transito in dimora. È questo il senso profondo e nascosto del racconto di Emmaus» ”.

A Rimini l’associazione è nata nel 1935, l’anno seguente ha effettuato il primo pellegrinaggio a Lourdes, e oggi è impegnata quotidianamente al servizio delle fasce più disagiate.

In particolare: attività a supporto dei Pellegrinaggi, l’assistenza domiciliare agli anziani, il trasporto di anziani e ammalati, i soggiorni estivi e gli interventi d’emergenza sociali.

In marzo organizza la Giornata nazionale con la vendita di piantine di ulivo il cui ricavato è destinato al sostegno delle varie attività solidali.

L’ultimo pellegrinaggio organizzato da Unitalsi, prima dello stop causato dalla pandemia e dopo la – lenta – ripresa, ha visto 120 persone volare a Lourdes.

Attualmente Unitalsi – sottosezione di Rimini conta 110 soci attivi.

È diffusa in tutti i vicariati della Diocesi, da Savignano a Cattolica, da Santarcangelo a Morciano.

Oltre al presidente, la sottosezione conta un vice presidente, 5 consiglieri, 1 responsabile pulmini, 1 infermiere, 1 personale, 1 animatore, 1 un responsabile protezione civile.

L’assistente spirituale diocesano è don Valerio Celli.

Impegnato in attività commerciale, prima a San Mauro Pascoli, dove affondano le sue origini, poi in via Covignano (la nota latteria di fronte alle scuole Toti), per una decina di anni Antonelli ha lavorato per la cooperativa sociale La Formica, dove si occupava di raccolta differenziata.

Con Antonelli alla guida, Unitalsi ha organizzato diverse iniziative: dalla Giornata dell’Ulivo a quella dell’Adesione, dai pacchi regalo al Toys alla realizzazione dei mercatini di autofinanziamento, fino al rosario, oggi guidato via Skype dal gruppo giovani Unitalsi il cui referente è Filippo Di Silvestri.

Antonelli, come e perché è diventato Unitalsiano?

“Per trent’anni ho organizzato i viaggi della parrocchia di San Gaudenzo, a Rimini. Nel 1980 per la prima volta mi sono recato a Lourdes. C’era una coppia giovane: lei stringeva la carrozzina del marito con occhi, mani e quella serenità che sola viene dalla fede.

Io venivo da una brutta malattia, forse ero sensibile, ma il Signore non ha forzato le tappe. Sono ammalato di sclerosi multipla da 40 anni, per un periodo la parte sinistra del corpo era paralizzata e ancora oggi sono seguito dalla Neurologia dell’ospedale di Rimini.

Qualche anno più tardi – era il 2005 – mio cognato Cesarino, Unitalsiano da una vita, mi ha chiesto di accompagnarlo per trasportare a mezzanotte un uomo all’ospedale di Riccione. Ho detto sì, e da quel momento è stato un crescendo rossiniano.

Nel 2010 sono stato eletto presidente. Partito quasi da zero, ho un po’ ‘rivoluzionato’ l’associazione. Mi sono messo a disposizione, con qualche idea e buona volontà ed ho trovato una squadra che mi ha accompagnato in questo splendido viaggio fatto di grandi esperienze di vita, dolore certamente ma anche tante belle situazioni e incontri”.

Cosa ha significato per lei l’esperienza alla guida riminese di Unitalsi?

“Aprire l’associazione ad una maggiore relazione, collaborazione e rapporto con la Chiesa locale, e con il Vescovo. Ma anche rivitalizzare il legame con le parrocchie della diocesi. Unitalsi non è solo pellegrinaggio ma conoscenza, aiuto e sostegno alle persone ammalate, disabili e anziane.

Siamo partiti con un pulmino, oggi la flotta ne comprende tre e un’auto, anche grazie ad alcuni contributi importante, come il finanziamento fondamentale di una persona (che ha chiesto l’anonimato) per l’acquisto del nove posti. È significativo che anche un’anziana signora riminese, alla quale Unitalsi per tanti anni e con amore ha prestato servizi, ha voluto devolvere i suoi beni proprio all’associazione”.

Il momento più bello di questo suo cammmino?

“Il pellegrinaggio a Lourdes del 2012 con il Vescovo. Era uno dei primi viaggi da presidente, avere il vicario degli apostoli al nostro fianco è stata una esperienza importante. Mi piacerebbe riportare il Vescovo a Lourdes con Unitalsi, anche se il morso della pandemia rappresenta un ostacolo oggettivo. Anche il servizio quotidiano, il trasporto di malati e disabili e il rispondere al telefono a chi chiede un aiuto, sono tasselli fondamentali di questo percorso”.

E quello più difficile da affrontare?

“La morte di mio cognato Cesarino. Mi confrontavo sempre con lui, anche se non era mai stato nel consiglio, era per me un faro, un pilastro insostituibile”.

La persona che non si sarebbe mai aspettato di incontrare.

“Tanti volti, visi e storie. Dai volontari alle persone accompagnate. Un riminese ha offerto 25.000 euro a Unitalsi. Un altro, decisamente più giovane, persona arrabbiata con la vita e affetto da una grave malattia, è stato toccato da Lourdes, ed è ritornato a Rimini con una sensibilità totalmente nuova, più aperto alla vita”.

Antonelli, che farà ora che non è più presidente di Unitalsi Rimini?

“Volontario lo si è per sempre. Accompagno i colleghi nel trasporto, ero a Reggio Emilia la settimana scorsa, diversi servizi avvengono anche fuori regione. Defibrillatore donato alla Diocesi. Contributo alla beatificazione di Sandra. Affiancherò mia moglie Margherita Lombardi (nella foto, in alto la coppia insieme), nuovo presidente della sottosezione Unitalsi di Rimini. Ma lei è molto più pignola di me, e vulcanica, è difficile stare al suo passo”.

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