Il Ponte

Un ultimo saluto a Suor Roberta

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Non ti preoccupare, faccio una novena concentrata e tutto si sistemerà”. Questa frase affettuosa, ironica, ma anche carica di fede in Gesù, l’ho sentita ripetere infinite volte dalla cara Suor Roberta Casati, al secolo Maria Luisa, delle Suore di Maria Bambina.

Quando c’era un inghippo burocratico per la nomina di un insegnante di religione, quando qualche attività diocesana si sovrapponeva al calendario, quando arrivava all’ultimo momento una catechista o uno studente da aiutare, lei non si perdeva mai d’animo e sorridente e fiduciosa tirava fuori la “novena concentrata”.

È stata per dieci anni Segretaria dell’Ufficio Catechistico Diocesano, poi è rimasta a Rimini, nella sua comunità di via Angherà per altri anni. Attualmente viveva assistita amorevolmente in una ridente comunità di suore sulle colline del Lago di Como.

Una suorina di un metro e sessanta, magra come un uccellino, ma con uno sguardo vivace ed una tempra tutta lombarda.

Suor Roberta era nata 91 anni fa a Milano, ed è ritornata al Padre venerdì 9 ottobre scorso, dopo che da alcuni mesi le sue condizioni cardiache si erano aggravate. L’avevo sentita la settimana prima, mi aveva chiamato lei, un po’ indebolita ma per nulla confusa.

Mi ha ricordato le tante persone che amava a Rimini, mi ha parlato del vescovo Mariano e del vescovo Francesco e di alcune catechiste che aveva sentite telefonicamente, e poi del suo punto di riferimento spirituale, il Card. Carlo Maria Martini, di cui il fratello – don Angelo Casati – è stato a lungo collaboratore.

Nata in una famiglia della piccola borghesia milanese, prima di tanti fratelli e sorelle, suor Roberta aveva dovuto affrontare la prematura scomparsa della madre accudendo lei ai suoi fratelli più piccoli, poi l’entrata in convento, gli studi di letteratura italiana, l’insegnamento, fino ad essere preside della prestigiosa scuola superiore che si trovava nel convento delle Suore di Maria Bambina prospiciente al Sant’Uffizio, vicino al colonnato di San Pietro.

Poi di là, raggiunta la pensione dalla scuola, arrivò a Rimini in un giorno di primo autunno. La prima cosa che mi disse (a me, prete appena trentenne) è che si scusava perché non sapeva usare il computer, ma che avrebbe imparato in fretta.

Ed infatti, insieme a Marco Baldelli segretario della curia e a quello che sarebbe diventato, insieme alla moglie Chiara, suo amico e confidente, il caro Franco Perez, in capo a due mesi aveva imparato tutti i programmi di base.

Una donna di grande spiritualità, con tanto amore per i poveri (ne aiutava molti, zitta, zitta) e tanta passione per i giovani. Moltissimi le erano ancora legati, dicevano che parlare con Suor Roberta era un antistress. Grazie Suor Roberta per la tua testimonianza di suora, per la tua vita donata al Signore, alla chiesa concreta e ai tanti che hai incontrato. Sappiamo che continuerai per tutti noi, dal cielo, le tue “ novene concentrate”.

don Guido Benzi

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