È tornata di moda la leva militare. Non sorprende, purtroppo, se si guarda alla traiettoria che il mondo sta percorrendo. In questo contesto i nostri governanti, nel loro ruolo di strumenti nelle mani delle egemonie internazionali di cui ci definiamo “alleati”, sono arrivati a paventare la concreta possibilità di una reintroduzione del servizio militare, con connotazioni più o meno vincolanti a seconda del politico di riferimento e del contesto in cui si svolge il dibattito. Ciò che conta è che si tratta dell’ennesimo tassello di uno scenario internazionale che ricalca, in modo allarmante, periodi bui di un passato ormai abbastanza lontano da non insegnarci più nulla. Ovviamente l’argomento ha subito acceso gli animi di chi è favorevole alla leva, in particolare di chi non l’ha mai fatta e mai la farà. Meno entusiasmo, invece, da parte dei giovani, gli unici interessati nel concreto dal tema. E che infatti si sono subito fatti sentire.
In uno dei tanti salotti televisivi che saturano l’etere, infatti, è stata data la parola a un giovane studente, in collegamento da una delle numerose mobilitazioni giovanili su questi temi, portando a un intervento che, a giudicare dalle reazioni in rete e non, è divenuto emblematico di ciò che molti giovani (ovviamente non tutti) pensano dell’argomento. Con grande lucidità. “Non esiste nessuna minaccia alla nostra sicurezza. – le sue parole – Anzi, è il contrario: è l’Italia che con i Paesi dell’Occidente, dell’UE e della Nato va a fare guerra in giro per il mondo da decenni. Non crediamo alla favoletta mediatica secondo cui siamo circondati da nemici che ci vogliono attaccare, perché siamo noi che abbiamo questa tensione ad andare a fare nel mondo tutto quello che ci pare. Qui non si parla solo di leva in Italia, ma accade anche in Francia e Germania ed è tutto parte di un processo di riarmo europeo e di aumento delle spese militari che ci porterà in guerra, perché è sempre quella la prospettiva. E noi giovani, che stiamo già vivendo una crisi gravissima, non vogliamo essere né braccia né menti delle guerre che l’Occidente vuole fare, perché non sono le nostre guerre”. C’è poco da aggiungere.

