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Troppadvisor

Molti albergatori di recente sono stati messi a conoscenza del vademecum su come segnalare tentativi di estorsione. Ma le forze dell’ordine o la Direzione Nazionale Antimafia in questo caso non c’entrano, a pubblicarlo è stato Tripadvisor. Nel paradossale mondo del portale di recensioni succede infatti che qualche ospite pretenda un rimborso o una camera migliore usando come arma la minaccia della pubblicazione di un giudizio negativo. Un passo indietro. Tripadvisor è nato da una buona idea: far sì che a recensire gli alberghi fossero gli stessi ospiti, assegnando stelle (da zero a cinque) e giudizi. Da interpretare ovviamente a seconda del luogo: da noi tre stelle e mezzo indicano un albergo dove passare una dignitosa settimana di vacanza comoda e riverita; a Londra un albergo dove si può entrare nel bagno con entrambi i piedi. Poi però sono arrivate le magagne. L’anonimato ha aperto la strada ai furbetti della recensione, che alimentavano quelle a favore dell’hotel amico e magari boicottavano la concorrenza. Tripadvisor ha aumentato i controlli sulle recensioni sospette ma, come per le schede tarocche di Sky, c’è sempre qualcuno che afferma di sapere il trucco. Mirabile quell’azienda di forniture alberghiere che prometteva una recensione positiva per ogni scatolone di ciabattine di spugna ordinato. E ora le estorsioni, seppur non malavitose. Tripadvisor afferma di avere le contromisure. Ma sembra sempre più un gigante sfuggito di mouse.