Il Ponte

Tre intervista Stefano Bonaccini

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Presidente, questo territorio, dove il turismo gioca un ruolo particolare, ha sofferto tantissimo per l’effetto Covid. Basti pensare alle oltre 30mila persone che normalmente sono impiegate nel turismo e che l’ultimo anno sono rimaste praticamente a casa.

Questo, però, si aggiunge a ritardi che sono precedenti. Perché siamo il territorio col valore aggiunto pro capite, il reddito disponibile e gli stipendi più bassi della media regionale, in particolare dell’Emilia. Avremmo quindi bisogno di un piano veramente straordinario, una sorta di “new deal” per Rimini, per poter recuperare questi svantaggi. Cosa ci può dire in proposto ?

“E’ evidente che il territorio riminese paga un prezzo più alto di altri territori, perché ha una economia che per gran parte è basata sul turismo. Ora va ricordato perché paga un prezzo così alto per la pandemia. Mentre le merci non portano con sè contagio e non lo diffondono, per cui gran parte delle manifatture emiliano-romagnole, dalla meccanica alla meccatronica, dall’agroalimentare al biomedicale, alla ceramica, hanno potuto continuare a produrre ed esportare, ed importare, con numeri quasi simili all’anno precedente, nonostante la pandemia, purtroppo le persone, cioè noi, siamo quelli che diffondono il contagio. Colpendo il turismo, soprattutto il vostro territorio. Che grazie alla vostra straordinaria capacità, riconosciuta in tutto il mondo, di ospitalità, qualità nella gestione dei servizi, offerti a tutte le età, a tutte le tasche, per ogni tipo di famiglia, ha fatto diventare la Costa romagnola, in particolare la provincia di Rimini, il distretto turistico che fa gola al mondo.

Le persone, però, portano con se il contagio, gli assembramenti lo favorisce e il comparto turistico, questo in tutto il mondo, insieme alla cultura e ai servizi, è tra i settori più colpiti. Per questo c’è bisogno che i ristori del Governo arrivino prima possibile. Anzi, c’è bisogno che vengano irrobustiti nei prossimi mesi, e c’è bisogno che il Bonus Vacanze prosegua nei prossimi anni. Ricordo che la Regione che più ha usufruito dei bonus vacanze è stata l’Emilia-Romagna. Perché molti albergatori hanno avuto l’intelligenza di accettarli e in un momento in cui non si poteva viaggiare per il mondo, molti sono venuti a visitarci, in particolare la Romagna. Attenzione, però, lamentarsi va bene, ma lamentarsi troppo non aiuta ad essere attrattivi. Perché in Romagna, e in provincia di Rimini, anche grazie alle politiche regionali, negli ultimi anni si è tornati a conoscere numeri che non si vedevano da tempo. Le presenze turistiche nella nostra Regione sono passate da 45 a 60 milioni (n.d.r. 40 milioni, secondo l’Istat, le presenze dell’Emilia Romagna 2019). La parte del leone, come è giusto che sia, la fa la costa Adriatica. Anche con il contributo dell’entroterra, con i suoi luoghi e borghi, da Santarcangelo a tutta la Valmarecchia, che possono contribuire ad un nuovo tipo di turismo: culturale, sportivo, ecc…, che può conoscere una straordinaria stagione di crescita.. Ora, tutti ci auguriamo che il vaccino, che non avevamo l’anno scorso, quando ci siamo illusi, d’estate, che fosse tutto finito, invece non è stato così, faccia effetto. La stagione calda aiuterà, ma abbiamo bisogno che i vaccini arrivino prima possibile. L’Emilia-Romagna, a proposito di efficienza, è in grado di vaccinare, se avessimo le dosi necessarie, più di un milione di emiliano romagnoli al mese. Ed entro l’estate potremmo vaccinare tutti quelli per cui è raccomandato.

Per il futuro sono fiducioso, bisogna reggere ancora qualche mese… ma sono fiducioso. Il futuro me lo auguro in ripresa, prima possibile. Bisogna stare al fianco di questo comparto perché quello turistico è il primo, per vocazione economica, del vostro territorio.

Pensate che il contributo al Pil regionale del turismo è passato dall’8.6%, quando diventai Presidente, a quasi il 14%, un anno fa, prima dell’arrivo della pandemia. Questo vuol dire che con gli investimenti che abbiamo fatto, con la nuova legge turistica regionale, con l’attrattività della nostra regione, che ha raccolto nuovi turisti dal mondo, ci eravamo instradati su un percorso molto positivo. E’ arrivata la pandemia, una vera e propria tragedia. Ma io confido nella nostra reazione, e confido anche negli investimenti che faremo per far ripartire l’economia e dare ancora maggiore competitività al vostro territorio”.

Presidente, noi, come territorio, abbiamo bisogno dell’immissione di una qualità diversa del lavoro. Abbiamo fatto dei conti che per avere la stessa qualità di offerta del lavoro, tenuto conto delle proporzioni, di una provincia come Modena abbiamo bisogno di 10.000 nuovi postiqualificati o da riqualificare. Questo richiede dei nuovi e diversi investimenti, nel turismo ma non solo, altrimenti la qualità del lavoro non sarà la stessa. Le cito un ultimo dato per rendere l’idea: da Rimini sono emigrate 26mila persone, iscritte all’Aire in varie parti d’Europa e del Mondo, che rappresentano l’8% della popolazione, in maggioranza giovani. Può darci qualche idea di cosa la Regione potrebbe fare per superare queste differenze?

“Stiamo attenti a non illudere la gente. Come fa Rimini ad avere gli stessi comparti manifatturieri? A Modena e Reggio si produce oltre l’80% della produzione ceramica italiana. Non credo sia possibile introdurre ceramica

nel territorio riminese. Così come in provincia di Modena c’è un distretto biomedicale che è tra i primi tre al mondo. Così come sarebbe impossibile introdurre a Modena una industria turistica straordinaria come quella che voi offrite. Altra cosa è ragionare, come correttamente lei dice, sul tema della qualità del lavoro investendo sui saperi e sui cervelli. Penso che gli investimenti fatti negli ultimi anni, nel Campus universitario dell’Alma Mater di Bologna, nel territorio di tutta la Romagna, in particolare di Rimini, siano investimenti giusti. Perché noi abbiamo bisogno di investire sempre più sui saperi, sulla scuola, sull’università, sulla ricerca. Così come abbiamo bisogno di investire sulla cultura, perché vi è un nuovo tipo di turismo, come dicevo prima, quello culturale, che riscopre, oltre la costa, anche l’entroterra, che nei prossimi anni può garantire una crescita che permetta di utilizzare le eccellenze che avete. Un’altra cosa, che credo rappresenti una svolta storica per la competitività della nostra regione. Come sapete, siamo alla vigilia di un matrimonio tra la Fiera di Bologna e quella di Rimini, che sono tra le prime fiere in Italia.

Insieme sono l’unico polo che può competere con quello di Milano, persino superarlo, per competitività. Diventa un sistema, dal punto di vista delle eccellenze, capace di attrarre nuovi investimenti dall’Europa e dal Mondo e costituirebbe, lungo l’asse della via Emilia, un distretto fieristico capace di competere con i maggiori poli fieristici europei. Questo non significa solo mantenere le fiere che già si svolgono nella nostra regione, ma poter avere l’ambizione, perché è l’unione che fa la forza, di attrarne altre. Di questo si deve discutere. Una grande opportunità che permetterà al vostro territorio di sentirsi ulteriormente rappresentato e guardare con fiducia al futuro. Perché chi rimane da solo, attaccato al proprio campanile, in un mondo globalizzato ne esce molto debole. Quindi, abbiamo degli asset nuovi di investimenti, anche occupazionali. Per colmare alcuni ritardi dobbiamo investire ancora di più nelle infrastrutture. Sia dal punto di vista delle ferrovie, perché dobbiamo ridurre l’inquinamento atmosferico nella nostra regione. Un problema che riguarda tutto il bacino padano. E abbiamo bisogno di una svolta ecologica, che veda lo sviluppo sostenibile, come asse di crescita per i prossimi anni. Dove l’ambiente non diventa solo un valore in sè, perché l’aria e l’acqua più pulita la vogliamo tutti, come la difesa del suolo, non mangiare nuovo suolo vergine. Magari recuperare quello di aree da bonificare e rigenerare spazi urbani. Penso anche ad un nuovo sviluppo. Pensate a quanto ha investito la Regione sul “water front” (fronte mare). Ditelo un po’ più spesso. Noi abbiamo messo a disposizione 40 milioni di euro, per i comuni della costa romagnola, compreso i riminesi, da spendere per il rifacimento e il restayling (rifacimento) dei cosiddetti lungomare. Con l’idea per cui il verde, il legno, le ciclabili, permetta di avere una cartolina da far girare per il mondo, comunicando che qui abbiamo uno dei migliori lungomare. L’ho già detto ai sindaci dei comuni della Romagna che l’ultimo nostro pensiero è il colore politico a cui appartengono. Perché quando guidi un’istituzione, la guidi per tutti, anche per chi non ti voterà mai. Abbiamo messo tanti soldi a disposizione, siamo pronti a metterne altri per consentire che vi sia una svolta in termini qualitativi e ambientali. Vogliamo un turismo sempre più a misura di persone e famiglie. Una nuova cartolina di promozione della costa riminese e romagnola, insieme all’entroterra. Un altro grosso investimento, deciso insieme all’assessore Corsini (assessore regionale a Infrastrutture e Turismo), alle Ferrovie e al Ministero dei trasporti, con cui abbiamo già stretto un accordo che vedrà presentare entro un anno un progetto rivoluzionario. Stiamo investendo per dotare il Metromare di ulteriori collegamenti. Ci sono le risorse, circa 40 milioni di euro, per prolungarlo fino alla Fiera, e dall’altro lato fino a Cattolica. Per spostare sempre più persone dal mezzo privato che inquina, a mezzi collettivi che non inquinano.

Il progetto che abbiamo in mente è un Metromare di costa, con un unico progetto intermodale, che arrivi fino a Ravenna, per proseguire ai Lidi ferraresi. Sarà un investimento straordinario, che addirittura vedrà mettere in sottopasso 29 passaggi a livello, per non bloccare il traffico e fluidificare lo stesso. Perché, nei prossimi anni, lungo la costa ci si muovi in maniera sostenibile e senza inquinare. Poi in queste settimane siamo riusciti ad ottenere dal Governo altri 12.5 milioni di euro cheandranno a progetti, essendo stata Rimini zona rossa, che saranno i comuni, fatta salva la ripartizione secondo la popolazione, a scegliere dove destinare. Quindi investimenti importanti.

Poi bisogna fare un grande lavoro per la tutela della legalità. Perché di fronte a una pandemia che mette in crisi un certo tipo di economia, rischiamo di avere più di prima, irresponsabili, delinquenti e mascalzoni che con una valigetta di contanti in mano si presentano ad un albergo in crisi in Romagna, come ad una impresa manifatturiera in Emilia, per comprarseli. Questo non ce lo possiamo permettere, perché la legalità è un pilastro fondante dell’idea di economia e di sviluppo che abbiamo in mente per l’Emilia Romagna. Quindi, la fusione delle fiere, una espansione delle attività e dell’attrattività, il Metromare di costa, investimenti sull’università, i saperi, la scuola, la ricerca, proprio per garantire una maggior qualifica delle opportunità professionali, sono cose che vogliamo realizzare e realizzeremo”.

Presidente, nell’ultima versione di gennaio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dove si deciderà come spendere i fondi europei in arrivo, l’estensione dell’alta velocità non comprende la dorsale adriatica, cioè il tratto Bologna-Bari. Quindi per arrivare a Rimini, un turista deve cambiare treno. Non certo un modo per scoraggiare l’uso delle auto, che oggi è il mezzo prevalente utilizzato dai vacanzieri.

“Le anticipo che, per il trasporto pubblico locale, già a settembre, quindi in anticipo su quanto avevamo promesso, dopo avere reso gratuito i bus e i treni per andare a scuola, da casa, per tutti i quattordicenni, la gratuità verrà estesa a tutti gli studenti delle superiori, fino a 19 anni. Avranno, cioè, l’abbonamento gratuito, pagato dalla Regione. Perché vogliamo premiare chi rinuncia ad un mezzo che inquina, a favore dell’impiego del mezzo collettivo.

Su scala più larga il tema che pone è giusto.

Nelle prossime ore incontrerò, insieme ai Presidenti delle Province e dei Comuni italiani, il Presidente Mario Draghi. Come Regione abbiamo chiesto un confronto sul PNRR, perché col Governo precedente non abbiamo avuto nessuna possibilità di confronto. Ed è stata una delle critiche che come Regioni abbiamo fatto presente al Governo Conte. Che ha avuto il grande merito di ottenere dall’Europa 209 miliardi di euro, ma il mancato confronto rischia di vanificare una opportunità. Porremo quel tema, ma ci sia dato atto che abbiamo potenziato già l’arrivo dei cosiddetti Freccia Rossa e Freccia Argento sul territorio riminese e ridotti i tempi di percorrenza da Bologna a Rimini. Ma vogliono investire ulteriormente. E’ di pochi giorni la notizia che sono stati sbloccati fondi per oltre 12 milioni di euro, chela Regione mette a disposizione per l’Aeroporto di Rimini. Perché il Fellini, a fronte di un progetto industriale convincente, deve e può ripartire, diventando un ulteriore infrastruttura a disposizione del territorio. La Regione non entrerà mai più, finché sarò Presidente, nelle compagini societarie, perché è il mercato che deve far funzionare gli aeroporti e far volare gli aerei. A queste condizioni la Regione è pronta a mettersi a fianco dell’aeroporto di Rimini, per renderlo ancora più competitivo, compreso l’apertura di nuove rotte”.

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