Giada è un inno alla vita. E non è una frase fatta, anche se oggi lei non c’è più: la fibrosi cistica se l’è portata via quando era ancora minorenne, mentre attendeva un trapianto di polmone all’ospedale Bufalini di Cesena. Avrebbe compiuto 38 anni lo scorso 20 novembre. Bionda, occhi azzurri, studentessa all’Istituto Einaudi di Viserba, Giada non si è mai arresa alla malattia genetica che colpisce l’apparato respiratorio.
Mamma Gina, babbo Gino e le due sorelle, la maggiore Manuela e Francesca, la più “piccola”, non hanno mai smesso di ricordarla. E così pure il suo paese, Villa Verucchio.
Dal desiderio della mamma e di un gruppo di vulcaniche amiche da anni è nato un gruppo di volontari per sostenere la ricerca sulla malattia. Giada era ancora viva quando Beatrice De Ruggiero, Catia e Cinzia Carrari, Simona Franci e mamma Gina hanno iniziato a rimboccarsi le maniche.
Accompagnati dallo slogan “Io amo la vita”, con il cuore rosso pulsante come immagine guida, sono nati così spettacoli e iniziative, tombole e pesche di beneficenza.

Si sono accese grazie a Giada, ed è nel suo nome – e di tutti coloro che soffrono di fibrosi cistica – che queste Stelle Cadenti continuano ad “incendiarsi” anno dopo anno. Perché ci sia una speranza di vita. “E le nostre iniziative le dedichiamo tutte a lei” assicurano le Stelle.
Il nome lo suggerì proprio Giada, con ironia: “Chiamatevi Stelle Cadenti”.
Un modo leggero e un po’ guascone per dire che si può brillare anche nelle notti più buie.
Così nel 1999 è nato il Festival delle Stelle Cadenti. Oggi festeggia la 20ª edizione, in programma alla Sala Romagna Mia (ex teatro parrocchiale) di Villa Verucchio: sabato 28 febbraio alle 20.30 e domenica 1 marzo alle 15. “ Il ricavato del festival è stato indirizzato allAssociazione Romagnola Fibrosi Cistica di Cesena, ma anche alla Lega Nazionale di Verona, per la ricerca. – racconta Vannina Pedrosi, un’altra Stella – Da alcuni anni destiniamo il ricavato alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna. Si occupa di migliorare la qualità della vita di ogni paziente e istituisce borse di studio per medici e fisioterapisti, figure quantoma necessarie”. Negli ultimi anni, con lo slogan “Aiutaci a dare respiro alla ricerca”, le Stelle sostengono anche la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, finanziando progetti concreti che stanno dando risultati incoraggianti.
Il festival è un varietà scintillante: sketch, musica, danza, cabaret. Ogni anno si alternano dilettanti e professionisti, amici vecchi e nuovi che puntualmente ogni anno coinvolgono altre persone a mettersi volentieri in gioco e si ritrovano settimane prima dello spettacolo per mettere in scena uno scintillante varietà che garantisce sempre divertimento.
Per il 2026 le Stelle rilanciano con un “Festival nel Festival”, ispirato – a modo loro, ovviamente – a Sanremo.
Presenta Marco Magnani. Ospite d’eccezione il comico Enrico Zambianchi, volto apprezzato in rassegne nazionali. Sul palco anche Vito Campanelli, Catia e Cinzia Carrari, Camillo Celli, Alessandro Corbelli, Sara Fantini, Simona Franci e Vannina Pedrosi, insieme alla Scuola di musica e canto Artefonia. Annunciati balli, canti, cabaret e un omaggio a Freddie Mercury dela band “MagicQueen” del frontman Alberto Bartolini.
“ I ringraziamenti non sono mai sufficienti nei confronti di tutti i volontari del gruppo coordinato da Gina D’Avino che ormai da anni contribuiscono a donare fondi per Lega Italiana Fibrosi Cistica Odv” commenta il presidente Antonio Guarini. “ Grazie anche al Festival delle Stelle Cadenti – prosegue il presidente – gli obiettivi che ci poniamo sono più vicini”.
“È un onore avere tra i nostri benefattori Gina D’Avino e il suo gruppo di collaboratori per questa iniziativa che quest’anno festeggia il suo 20esimo compleanno. – commenta Alberto Bastiantelli, presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna – Gina è una volontaria attiva da quando ancora io non ero presidente e rappresenta una colonna portante del percorso fatto da Lega Italiana Fibrosi Cistica odv.
Grazie ad iniziative come questa il mese scorso siamo riusciti a donare all’Ospedale Bufalini di Cesena un Fibroscan del valore di 68.000 euro. È un successo che va condiviso con ogni singolo volontario e ogni singolo donatore perché solo insieme si può arrivare a raggiungere obiettivi così importanti. Le donazioni del 2026 serviranno a pagare i pasti dei genitori che devono seguire ricoveri dei loro figli in pediatria, soprattutto quando il tempo di ricovero si fa più lungo del previsto”.
Venti edizioni sono un traguardo importante. Ma più forte dei numeri è il senso: ogni applauso, ogni risata, ogni biglietto è un modo per continuare a pronunciare il nome di Giada e per dare respiro, davvero, alla speranza.
Paolo Guiducci

