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Stanchi alla meta

Nel programma della notte di San Silvestro a Rimini quest’anno ci saranno tante cose ma nessun concerto di big della musica. Troppo costoso e ormai il format si regge anche senza. Una notizia accolta senza sommosse, forse perché ormai del vip del 31 dicembre non se ne sente più l’esigenza. Si chiude così un ciclo che in vent’anni ha visto Rimini passare dall’oneroso Capodanno in diretta Rai sul palco di piazzale Fellini con squadroni di ospiti illustri, a una festa diffusa in centro storico. A mio modesto avviso un corretto esempio di adattamento graduale ai cambiamenti: risorse, linguaggi promozionali, esigenze del pubblico non sono più come venti anni fa. Peccato che un discorso simile non lo si possa fare per la Notte Rosa, da tempo un evento politicizzato sul quale è impossibile fare un ragionamento obiettivo. Chi sta di qua la deve difendere a spada tratta, chi sta di là la deve contestare a prescindere.

La miglior definizione che ho sentito è che così com’è la Notte Rosa è un prodotto stanco. Come è comprensibile che sia, dopo venti anni. Ma ci si può ragionare sopra quando da una parte ogni richiesta di revisione è vista come lesa maestà, dall’altra si sta col fucile spianato pronti a prendere un eventuale passo indietro come l’ammissione di un fallimento? Forse però è davvero il caso di farlo, prima che la Notte Rosa diventi un prodotto stanco morto.