Ritenendo sgarbato non dire la mia sull’andamento della stagione, ho cercato di approfondire quel che sta succedendo nel mercato turistico 2026. E ho appreso che è in calo la fascia dei turisti mediospendenti, ovvero quelli che non sono così messi male da fare un caffè in due ma neanche possono atteggiarsi al celebre benestante milanese di Vacanze di Natale magistralmente interpretato da Guido Nichetti (“ Sole, whisky e sei in pole position”).
E se i mediospendenti sono meno, può essere un problema per una destinazione turistica come la nostra da anni in crisi di identità. Ci si ripete che bisogna puntare sul turismo di qualità, ma senza crederci troppo perché solo con quello non si sostiene tutto il comparto turistico. E si punta il dito contro le pensioni che fanno prezzi stracciati e danno le brioche del discount per colazione, ma col timore che senza gli alberghi low cost non ci considerino più e non si facciano quei numeri che vanno comunque sbandierati. Il turista mediospendente, che magari una sera fa lo splendido al ristorante à la page e quella dopo si limita al gelato per far quadrare i conti, ci aiuta a barcamenarci in questo limbo in cui continuiamo a essere “top” e “popolari” allo stesso tempo, senza esagerare in nessuna direzione.
Ma se anche il mediospendente non viene più, ci tocca prendere in considerazione il fatto che prima o poi sarà davvero il caso di decidere cosa fare da grandi.

