Home Economia di Francesco “SIAMO IL PRESENTE, NON IL FUTURO”

“SIAMO IL PRESENTE, NON IL FUTURO”

“Economy of Francesco”. Si tratta di un movimento internazionale di giovani economisti e imprenditori impegnati in un processo di dialogo e di cambiamento globale. Un’occasione per ripensare l’economia. Anche due giovani riminesi erano presenti all’incontro di Assisi

Tutto inizia il 1 maggio 2019, con la lettera del Papa ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici e portatori di cambiamento di tutto il mondo, che racchiude l’invito ad incontrarsi ad Assisi per un evento internazionale con chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare un’economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda.

Un evento che conduca a fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani. Il “Patto” comune rappresenta un processo di cambiamento globale che vede in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri e agli esclusi. Nel 2020 e 2021 l’evento internazionale si è tenuto online a causa della pandemia, ma nel 2022 Papa Francesco ha mantenuto la sua promessa e si è recato ad Assisi incontrando 1000 giovani provenienti da più di 100 paesi, siglando un patto (testo in allegato). In questi anni il processo di Economy of Francesco si è sviluppato a livello tematico articolandosi in 12 villaggi (Finanza e Umanità, Lavoro e cura, Affari e pace, CO2 di disuguaglianza, Imprese in transizione, Vita e stile di vita, Management e dono, Agricoltura e giustizia, Energia e povertà, Donne per l’economia, Politiche e felicità, Vocazione e profitto) elaborando diverse proposte.

Intervistiamo due giovani della nostra Diocesi, Chiara Magrini e Tommaso Pazzaglini che hanno partecipato all’evento: Una piccola scheda persona di presentazione… «Sono Chiara Magrini, (nella foto ad Assisi) riminese, 32 anni. Ho un dottorato di ricerca in Ingegneria ambientale (Università di Bologna). Faccio ricerca sui temi dell’economia circolare e della prevenzione e gestione dei rifiuti. Lavoro in un centro di ricerca in Germania, ma presto inizierò a lavorare al centro di ricerca della Commissione Europea. Sono di formazione scout. Sogno un modello economico che metta la sostenibilità ambientale al primo posto». «Sono Tommaso Pazzaglini (nella foto col Papa), nato a Rimini, ho 31 anni, cresciuto nella parrocchia di Misano Mare, lavoro a Bologna dove svolgo l’attività professionale di Dottore Commercialista e Revisore specializzato in contabilità pubblica con particolare riferimento agli enti locali. Anche questa rappresenta una scelta ben precisa, rivolta ad enti che svolgono come loro missione quella dell’erogazione di servizi e della cura della propria comunità locale di riferimento. Sogno una società inclusiva, a livello sia economico sia sociale, dove ognuno si senta accettato, mai escluso e sia in grado di vivere degnamente la propria vita».

Che cos’è Economy of Francesco (EoF)?

Tommaso: «Ho conosciuto Economy of Francesco a dire il vero con una strana coincidenza, grazie ad un sacerdote del Movimento dei Focolari dell’Isola di Ischia che ho incontrato sulle Dolomiti nell’estate del 2019. Fin da subito con grande entusiasmo ho creduto in questo processo, dove il valore più prezioso è quello delle relazioni e delle sinergie, in quanto da soli non potremmo mai cambiare il sistema economico-sociale nel quale viviamo, è necessario farlo assieme. Ecco perchè durante il lock-down ho chiesto al comitato organizzatore di mettermi in contatto con gli altri ragazzi che erano stati selezionati come me per l’evento di Assisi 2020 (rinviato) e da lì è nato il gruppo emiliano-romagnolo, successivamente i vari gruppi regionali e l’hub Italia».

Chiara: «EoF è una “rete” di giovani provenienti da tutto il mondo, competenti, e consapevoli che il modello di crescita attuale vada corretto con urgenza, e che sia necessario uscire dal binomio produzione- consumo per passare a un nuovo paradigma di economia che mette al centro la persona. Un’economia ispirata a San Francesco e Santa Chiara. EoF è un processo che va avanti da quasi tre anni, e che mi ha permesso di conoscere tanti giovani, sia a livello locale che globale, che condividono questa visione e che si impegnano quotidianamente per renderla sempre più una realtà».

Avete partecipato alle giornate di Assisi 2022 che si sono concluse pochi giorni fa. Come si sono svolte e cosa vi hanno lasciato questa esperienza?

Chiara: «I tre giorni ad Assisi sono stati molto intensi: è stato bello vedere dal vivo tante persone che avevamo sempre visto solo in incontri online! Giovedì abbiamo partecipato a delle conferenze in plenaria, ma abbiamo anche avuto la possibilità di fare networking e conoscere i progetti portati avanti dagli altri ragazzi nel mondo. Venerdì, invece, dopo aver avuto la possibiltà di visitare Assisi e i luoghi chiave della vita di San Francesco, abbiamo lavorato suddivisi in villaggi. Io partecipo al villaggio “ CO2 delle disuguaglianze”, e ho lavorato in particolare sul tema delle disuguaglianze ambientali, investigandone cause ed effetti. Purtroppo, il cambiamento climatico va ad amplificare le disuguaglianze già esistenti, perchè i paesi più colpiti da catastrofi ambientali sono quelli in via di sviluppo, nonostante il riscaldamento globale sia causato principalmente dalle nazioni industrializzate, dal nostro stile di vita. Le nostre riflessioni sono state sintetizzate in un documento, condiviso poi con il Papa. Sabato è stato il giorno del tanto atteso incontro con Papa Francesco, e della firma del Patto. Nel suo discorso, il Papa chiarisce che “ se parliamo di transizione ecologica ma restiamo dentro il paradigma economico del Novecento, che ha depredato le risorse naturali e la terra, le manovre che adotteremo saranno sempre insufficienti o ammalate nelle radici”. Mi ha colpito poi il riferimento alle tante dimensioni della sostenibilità (ambientale, sociale, relazionale e spirituale) e all’“ insostenibilità spirituale del nostro capitalismo”».

Tommaso: «La domanda è se i giorni ad Assisi sono stati un sogno oppure no, invece è stato tutto vero, con grande commozione fino alle lacrime: è stato tutto vero che 1.000 giovani di tutto il mondo si sono trovati ad Assisi per condividere gli stessi valori con la stessa volontà di cambiare l’economia e la realtà che stiamo vivendo, è stato tutto vero che anche se tutti non ci conoscevamo…fin da subito si è instaurata tra noi una bellissima sintonia da veri fratelli, è stato tutto vero che finalmente qualcuno crede nella nostra generazione, è stato tutto vero che il Papa ha voluto incontrarci ed ora spetta a noi portare avanti questo patto che è al tempo stesso un atto di fiducia e di impegno concreto. Uso le parole del Papa quando afferma che: “ Non si tratta di dare pennellate di vernice, bisogna cambiare la struttura” ».

Ed ora cosa cosa vi aspettate?

Chiara: «Ad Assisi ho sentito storie di tante persone che porto nel cuore, e che mi danno tanta speranza. Mi aspetto che questo “processo” non si fermi qui. Il prossimo evento insieme è previsto tra due anni. Nel frattempo, spero che continueremo a lavorare sia nei villaggi che a livello locale, per diffondere il nostro pensiero ed agire insieme».

Tommaso: «In questi anni sono nate diverse amicizie. Come gruppo dell’Emilia Romagna con alcuni stiamo ragionando ad un progetto imprenditoriale di inserimento lavorativo per le gravi marginalità a partire dai senza fissa dimora. Inoltre abbiamo fatto già un primo incontro con le Pastorali sociali delle diverse diocesi della nostra regione e proveremo ad instaurare una collaborazione per portare avanti dei progetti e delle sinergie assieme. Su questo sarà necessario coinvolgere anche le imprese che operano nel nostro territorio e che condividono già determinati valori, in modo tale da poter far crescere quella rete che valorizza i “denari” del buon samaritano a scapito dei “denari” di Giuda. Mentre a livello italiano ed internazionale ci sono diversi progetti, anche di ricerca in campo accademico per sviluppare i temi dell’Economia Civile. Non posso dilungarmi troppo, ma quello che posso dire è che Economy of Francesco è un processo che continua dopo Assisi e che non ha nessuna forma giuridica e/o struttura, pertanto chiunque voglia partecipare e dare il proprio contributo nelle forme che riterrà è il benvenuto!».