Un progetto divertente e spensierato, ma anche educativo e in grado di custodire la tradizione del territorio, raccontandola ai più giovani con il linguaggio e gli strumenti di oggi. È ‘Sfoglia che ti passa’, pagina Instagram dedicata al mondo della cucina romagnola, che nonostante sia nato pochi mesi fa sta già avendo un ampio riscontro, positivo e appassionato.
Ideato e realizzato da due giovani riminesi, Eleonora Michelotti e Vittoria Cortesi, diventa esempio di come, con la giusta visione, i social possono portare a iniziative virtuose e costruttive. Il loro racconto
Nel dibattito contemporaneo sull’impatto delle piattaforme digitali nelle vite delle nuove generazioni, prevale spesso una narrazione focalizzata sulla passività e sull’effimero. In un’epoca in cui i social sono spesso accusati di allontanarci dalla realtà, Eleonora Michelotti e Vittoria Cortesi, due giovani riminesi, hanno deciso di intraprendere il percorso inverso riportandoci in cucina tra il profumo del mattarello, il colore delle uova fresche e le ricette tramandate dalle nonne.
Nasce così il progetto Instagram Sfoglia che ti passa, caso emblematico di utilizzo virtuoso del digitale, dove i social media diventano scrigno di una conservazione culturale che sembrava destinata a dissolversi nel tempo. Un’iniziativa semplice ma fortemente intraprendente ed educativa, che ha trasformato la passione per la pasta fresca in un’opportunità per riscoprire la socialità e per acquisire consapevolezza su uno stile di vita sano, senza perdere il piacevole calore di casa.
Abbiamo incontrato le fondatrici per farci raccontare come un hobby tradizionale possa diventare un modo per fare innovazione divertendosi.
Partiamo dal nome. Sfoglia che ti passa suona quasi come un mantra. Cosa volete trasmettere con questo gioco di parole?
“Il nome è nato quasi per gioco durante un pomeriggio in cucina. Volevamo qualcosa che legasse la tradizione romagnola, la sfoglia appunto, all’idea che cucinare sia una vera terapia. Quando metti le mani in pasta, i pensieri si fermano. È il nostro modo di dire: ‘Staccate la spina, cucinate e vedrete che lo stress passa’”.
Come vi siete conosciute e com’è nata l’idea di creare un blog di cucina?
“Siamo grandi amiche dalle scuole elementari, è sempre stato un piacere condividere del tempo assieme ma, purtroppo, il lavoro ci ha costrette ad essere separate. Io (Eleonora) sono nata, cresciuta e felicemente intrappolata nella mia cara Rimini, Vittoria invece abita attualmente a Modena. Entrambe siamo accomunate dalla passione per la cucina, ci piace ritrovarci quando possibile per condividere questo prezioso rituale e per tornare con il cuore nei ricordi più belli della nostra infanzia romagnola. Per noi cucinare è il modo più sincero per dimostrare amore e affetto, si tratta di un momento prezioso di condivisione con amici, colleghi e famiglia. L’idea del blog è nata alcuni mesi fa (il primo post risale a fine novembre 2025) dalla mamma di Vittoria, che scherzosamente un giorno ha proposto l’idea di un vero e proprio spazio per far scoprire a più persone possibili la vera anima della cucina romagnola”.
Instagram e TikTok sono spesso il regno della perfezione filtrata. Qual è il vostro obiettivo e come conciliate il caos della cucina con l’estetica dei social?
“La sfida è proprio questa! Vogliamo mostrare il processo, non solo il piatto finito. Il bello del nostro blog è la spontaneità. Se una tagliatella non è perfetta, fa parte del gioco. Usiamo i social in modo costruttivo: invece di mostrare vite ideali, mostriamo come creare qualcosa di concreto e vero con le proprie mani. Il nostro lavoro dimostra come la tecnologia, se governata da una visione costruttiva, possa fungere da ponte generazionale, trasformando un semplice video di pochi minuti in un gesto di condivisione e conservazione. In Romagna, infatti, la cucina non è mai stata solo ‘preparare il cibo’. È un rito di passaggio, un ricordo custodito con cura. Stare accanto alle nonne e alle mamme mentre tiravano la sfoglia significava imparare la pazienza: aspettare che l’impasto riposasse sotto un canovaccio, osservare come diventasse trasparente, quasi un velo, senza mai rompersi, per poi assaporare il risultato di un gesto così ricco di amore e accoglienza”.
Molti giovani vedono la cucina come una perdita di tempo o un impegno troppo complesso. Qual è il vostro segreto per coinvolgerli?
“Purtroppo ci siamo rese conto che moltissimi giovani non sanno cucinare ma allo stesso tempo sono incuriositi dal mondo della gastronomia. Quello che vogliamo trasmettere va oltre le dosi e gli ingredienti: l’atmosfera di condivisione è l’ingrediente principale per rendere il tutto più semplice! Inoltre, cerchiamo di rendere i contenuti dinamici, veloci da guardare ma che ti lascino la voglia di provare. La cucina per noi è un atto di cura verso se stessi e verso gli altri: un concetto molto forte tra i giovani di oggi, sempre più attenti al benessere mentale. Vorremmo far sperimentare alle nuove generazioni il valore della parola convivialità. Farli tornare a quando la vera gratificazione non proveniva da un ‘like’ su uno schermo, ma il rumore delle sedie accostate al tavolo e il vapore della pentola che bolliva tra le risate della famiglia”.
Quali sono i prossimi passi per Sfoglia che ti passa?
“Siamo in una fase di pieno avviamento, quindi stiamo sperimentando molto. Ci piacerebbe portare il progetto fuori dallo schermo: workshop dal vivo e corsi. Il desiderio è donare la possibilità di vivere dei momenti di condivisione, in particolare vorremmo far scoprire ai bambini quanto sia prezioso stare insieme e cucinare, creando ricordi indelebili”.
La sfida di Eleonora e Vittoria è l’esempio perfetto di come i social possano diventare uno strumento di preservazione culturale. Invece di subire passivamente l’algoritmo, queste due ragazze riminesi lo cavalcano per proteggere un patrimonio personale e territoriale che rischia di perdersi tra anonimi pasti pronti e confezionati. Cucinare insieme significa ascoltare storie, tramandare segreti e, soprattutto, sentirsi parte di qualcosa di più grande. È questa connessione umana che Eleonora e Vittoria vogliono riportare in vita. Sfoglia che ti passa usa la tecnologia moderna per recuperare il calore antico, ricordandoci che, nonostante il mondo corra veloce, certi profumi hanno il potere di riportarci esattamente dove siamo stati felici.
Alice Radavelli

