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Ricostruzione post-sisma in centro Italia, avanzamenti significativi

Ricostruzione post-sisma in centro Italia, avanzamenti significativi
Ricostruzione post-sisma in centro Italia, avanzamenti significativi

ROMA (ITALPRESS) – La ricostruzione nel Centro Italia dopo i terremoti del 2016 entra nel vivo e negli ultimi due anni, nonostante la pandemia di Covid-19 e i successivi rincari del costo delle materie prime dovuti alla guerra Russia-Ucraina, sono stati fatti registrare avanzamenti significativi, come testimonia il rapporto annuale fornito dalla struttura del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma, Giovanni Legnini. Diecimila cantieri dell’edilizia privata, un’accelerazione diffusa degli interventi pubblici: 365 opere già terminate ed altre 316 sono attualmente in fase di cantiere, numeri importanti che testimoniano come tanto ci sia ancora da fare, ma molto sia stato già fatto. “La ricostruzione è un esercizio polifonico, uno spartito che è fatto da leggi e ordinanze, ma poi ciascuno ha un ruolo preciso, regioni, comuni, gli uffici sisma, i professionisti privati, le imprese – ha esordito il Commissario Straordinario Giovanni Legnini – Si ricostruisce animando un senso di comunità e una partecipazione responsabile di tutti, per cui quando si racconta delle cose che vanno e di quelle che non vanno, che ci sono purtroppo, bisogna tener conto che le responsabilità sono distribuite”.
Legnini ha poi menzionato alcuni dati contenuti nel rapporto, a cominciare dai “14.300 decreti, il che vuol dire autorizzazione, finanziamento e apertura cantieri. 7.600 sono già conclusi, abbiamo riconsegnato circa 16.500 unità immobiliari in questi sei anni ai cittadini colpiti. Le domande presentate sono 22.600 su 50.000 previste, pari al 45% il che è un risultato importante, la metà dei progetti che servivano saranno stati presentati ed è un risultato significativo – ha aggiunto Legnini – Il ritmo delle erogazioni è molto sostenuto, la media è di 100 milioni di euro al mese da parte di cassa depositi. Naturalmente il pensiero va ai 27.000 progetti che devono ancora essere redatti, l’auspicio è che il numero di professionisti e imprese impegnati in questo complesso processo di ricostruzione aumenti”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-