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Pietre (E)miliari

Dopo Singapore, Melbourne e Dharhan, il pluripremiato progetto IwagumiñDismisura dello studio australiano Eness, diretto da Nimrod Weis, arriva a Bologna dal 21 al 26 dicembre, grazie alla collaborazione tra Bologna Festival e Illumia. Líinstallazione, tesa a valorizzazione artisticamente gli spazi cittadini, porta per la prima volta in una citt‡ europea líestetica giapponese dellíiwagumi, una composizione asimmetrica di rocce naturali inserite in un paesaggio urbano nel quale la luce cambia, i suoni si espandono e gli spazi si trasformano nel cuore della citt‡. Bologna 17 dicembre 2025. ANSA/MAX CAVALLARI

Il bello delle feste di fine anno a mio avviso sta soprattutto nel potersi godere le piccole cose. Ad esempio, potersi disintossicare per qualche giorno dalle bagarre cittadine senza farsi problemi nel non dover dire per forza la propria su tutto e su tutti.
Per questo sono lieto, relativamente alle festività di quest’anno, di non vivere a Bologna (città meravigliosa, sia chiaro, alla quale sono legato e dove vivono cari amici). E allora mi godo, da cittadino e da operatore della comunicazione, la leggerezza di poter guardare da semplice osservatore esterno il bulirone scatenato nel capoluogo dalle maxi pietre di piazza Maggiore, seguire distrattamente la guerra sui social network tra schifati ed entusiasti, passeggiare nei nostri centri cittadini dove gli addobbi natalizi possono essere più o meno suggestivi ma senza casi da prima pagina. Anche perché, dopo il caso dell’anno scorso, nessun Comune quest’anno a scanso di equivoci storico-politici ha usato la formula Xmas nelle luminarie.
Da una parte è deprimente rendersi conto che in questa società sempre più isterica diventa un lusso poter stare fuori dall’isteria. Dall’altra è un sollievo vedere che le pietre si sono fermate in piazza Maggiore, sperando che in futuro a nessuno venga in mente di farle rotolare dall’Emilia a sud verso le nostre piazze.