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Piantiamola qui

Uno dei trend di questa estate 2026 sono le foto generate da intelligenza artificiale che mostrano come diventerebbero determinati luoghi urbanizzati se ci fossero degli alberi. Alcune di queste foto IA sono verosimili; altre con piante infilate tra strette strade e marciapiedi, come se non avessero radici, lasciano perplessi. Ovviamente queste immagini servono a far capire che con gli alberi i luoghi cementificati sarebbero più freschi e vivibili (curioso che si debbano ribadire a degli adulti concetti che di solito si apprendono alle materne, massimo elementari). E ovviamente ottengono un tripudio di consensi. Una rivoluzione possibile, come dimostra il caso di Medellin.

Nella capitale colombiana per non schioppare dal caldo hanno piantato 200mila tra alberi e piante con sensibili risultati.  Sensibili però oggi, quasi dieci anni dopo l’avvio del progetto: ovvero, tradotto in italiano, due mandati elettorali. Troppi per una politica come la nostra, abituata – elettori compresi – a ragionare sull’immediato?

Intanto che ci pensate, lo sapevate che in Italia stanno per nascere decine di nuovi data center? Impianti per le esigenze dell’industria tecnologica altamente energivori, idrovori e climariscaldanti: necessari in primis per sostenere l’intelligenza artificiale. Non saranno certo le foto per creare gli alberi a determinare il cambiamento climatico, ma con una mano che getta il seme e l’altra che clicca a ripetizione sulla IA, la rivoluzione green la vedo dura.