Home Cultura Pericolo truffe e “schiavitù mentale”

Pericolo truffe e “schiavitù mentale”

Se un vostro familiare, un amico… cambia improvvisamente abitudini (digiuni prolungati, lunghe veglie notturne, smette di lavorare o studiare…), dimostra un atteggiamento aggressivo, si allontana dagli affetti più cari e in casa compaiano “strani libri” o “particolari” altarini, attenzione potrebbe avere incontrato una setta o, con un linguaggio ’politicamente corretto’, aver aderito ad un nuovo movimento religioso. Nulla di particolare se fosse una scelta libera e consapevole, ma molte volte è il frutto di “condizionamenti” che provengono da gruppi organizzati finalizzati alla truffa o alla “schiavitù mentale” di chi ne diventa seguace.
L’allerta arriva dal Favis (Associazione Nazionale Familiari Vittime delle Sette) riminese che ha organizzato, sabato 16 febbraio nella “Sala del Buonarrivo” della Provincia di Rimini, un’iniziativa per informare sulla pericolosità di alcuni gruppi pseudo-religiosi e presentare la pubblicazione il libro nero delle sette in Italia Newton Compton Editori), scritto dalla giornalista Caterina Boschetti.

Attenzione alla manipolazione della mente
“Oggi, in Italia, ci troviamo di fronte a questa realtà, ovvero a migliaia di persone private del diritto di essere uomini, donne e, purtroppo bambini, il tutto ’grazie’ a tecniche di condizionamento mentale e psicologico ormai conosciute e conclamate da anni. Si tratta di strumenti rubati alle stesse psichiatria e psicologia, come ad esempio l’ipnosi, applicate da individui senza scrupoli in modo sconsiderato, al solo fine di carpire la fiducia e la ’fede’ degli altri – evidenzia il professor Francesco Forte – criminologo e psichiatra, docente di Psicopatologia forense all’Università La Sapienza di Roma, intervenuto in qualità di relatore. Tutti siamo potenzialmente vulnerabili di fronte alla manipolazione mentale, specialmente in particolari momenti (difficoltà esistenziale, lutto, malattia…), ed è proprio in queste situazioni che si può cadere vittime”.
In Italia, dal 1981, non esiste più il reato di plagio. Come ci si può difendere?
“È difficile perché non sempre si può definire la pericolosità di certe realtà. Si mimetizzano, diverse volte, in luoghi come i corsi di yoga, i centri di benessere, le librerie, i gruppi per migliorare l’autostima… e si pubblicizzano con volantini che troviamo nelle nostre buche delle lettere, nelle erboristerie e perfino nelle farmacie – spiega Maurizio Alessandrini, Presidente Associazione Favis onlus di Rimini.
Nel nostro territorio riminese ne sono presenti più di 50, gli adepti sono più o meno numerosi, e sono tantissime le famiglie coinvolte che, purtroppo, non sempre denunciano o segnalano quanto sta accadendo ai loro familiari per paura o perché intimidite da queste sette.
Stiamo ancora aspettando, nonostante le proposte di legge avanzate da diversi esponenti della politica italiana, una normativa che sostituisca quella dell’81 (l’ex-reato di plagio)”.

Testimonianze maledettamente vere
Il libro è un’inchiesta giornalistica nazionale sul tema dei nuovi movimenti religiosi. Esso ripercorre la tragedia delle famiglie e degli stessi fuoriusciti, mettendo in luce i meccanismi attuati dal gruppo per annullare la volontà e ledere la dignità dell’individuo. Ci sono decine di narrazioni che coinvolgono le sette sataniche e il mondo dell’esorcismo, Scientology, i Testimoni di Geova, la setta del Reverendo Moon (nota per il caso di monsignor Milingo), Sai Baba e anche comunità meno conosciute che ruotano intorno alla cristianità deviata.
“L’idea di scrivere un’inchiesta su un tema così spinoso certo può dare fastidio ad alcune realtà, ma l’intento non era e non sarà mai quello di alzare un polverone e di fare polemica gratuita (forse qualcuno cercherà di farlo credere, ma non è affatto così) , precisa l’autrice Caterina Boschetti. “La volontà è stata quella di mettersi in una posizione obiettiva, per quanto possibile, e trarre le conclusioni dopo un percorso che mi ha permesso di incontrare esperti e tecnici del settore, ma anche persone o intere famiglie distrutte da gruppi molto diversi tra loro, ma a volte simili in più aspetti.
Mi auguro quindi che il lettore non solo rimanga affascinato da questa indagine nazionale che è maledettamente autentica, ma che sappia anche riconoscere la differenza tra legittima libertà di culto e rispetto dei diritti dell’uomo. Nella mia inchiesta ho specificato fin dal primo capitolo cosa intendo con il termine “setta”, parola che non ha alcuna connotazione negativa neppure dal punto di vista giuridico, ed è dunque nell’ottica delle azioni, trasparenti o criminali, che devono essere valutate alcune nuove fedi. A chiunque, poi, pensi che intimidirmi con minacce o azioni legali possa farmi apparire una giornalista bugiarda, vorrei dire soltanto che è in mio possesso (e di tante altre persone) moltissimo materiale in più rispetto a quello pubblicato, nonché atti presentati ampiamente agli Organi competenti dalle famiglie interessate”
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Francesco Perez