Home Dizionario Biblico P come Pasqua. La Bibbia dalla A alla Z

P come Pasqua. La Bibbia dalla A alla Z

Non c’è via di scampo: se non si dà risurrezione, rimane solo l’assurdo.

“Haccòl hàvel, Tutto è nulla”: lo diceva tre secoli prima di Cristo – con malinconico disincanto e implacabile dialettica – il Qoelet; lo diceva sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, ma senza la luce della fede nella risurrezione.

Anche la vita più onesta lascia aperto l’abisso del nulla ai nostri piedi. Soltanto la Pasqua può colmarlo. Così scriveva Cesare Pavese nel suo diario: “Ma la grande, tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente. Nulla può consolare della morte”. E qualche giorno prima di togliersi la vita aggiungeva: “Forse è tutto qui: in questo tremito del ‘se fosse vero’. Se davvero fosse vero…”. Ma è vero: Cristo è risorto!

E allora cambia tutto… Indubbiamente, la storia umana è stata ininterrottamente sotto il segno vistoso del male.

Troppo spesso la violenza ha trionfato sull’innocenza, addirittura l’ha irrisa e sbeffeggiata. La giustizia è stata soggiogata dall’ingiustizia. Il grido dei poveri, il pianto degli umili e degli ultimi è stato silenziato dalle grida di trionfo dei gaudenti e dei malvagi.

Ma in questa cupa, interminabile litania di peccato e di morte ha fatto irruzione la risurrezione di Gesù.

Troppo poco, un solo uomo sottratto al potere della morte? Apparentemente sì: nella grande struttura chiusa e compatta del peccato, la risurrezione di Gesù di Nazaret sembra avere aperto solo una piccola falla.

Ma è una falla che alla fine farà affondare tutta la titanica corazzata del male.

Il motivo è questo: se la croce aveva ucciso addirittura l’autore della vita, con la risurrezione Cristo è stato ricostituito comunicatore di vita, di tutta la vita, per tutti gli uomini, di tutti i tempi.

Con il Risorto è stata spezzata in due la linea del tempo e la storia ha cambiato realmente corso. Certo il male ha ancora le sue parole terribili e raccapriccianti da scrivere nel grande libro della storia.

La vittoria di Cristo non è stata definitiva. Ma decisiva, sì: l’ultima parola sarà della Vita sulla morte, della Verità sulla menzogna, dell’Amore sull’egoismo.

Dunque sperare si deve, e si deve perché si può: Cristo è il Signore della storia. La sua risurrezione non ci salva ancora dal dolore, ma nel dolore ci mette al riparo dalla disperazione.

La Pasqua è in corso: la fede non chiude il cammino dei discepoli del Signore.

Ma lo apre all’Infinito…

Francesco Lambiasi