Home Cultura Non più tabù: TRA – Festa delle anime tra due mondi

Non più tabù: TRA – Festa delle anime tra due mondi

Cos’è caratteristica imprescindibile della vita? Sappiamo perfettamente che ha un inizio ed una fine. Certo, ciò che ci passa attraverso, ciò che accade tra i due punti ben fissati e fin da sempre conosciuti, è un’incognita. Potrai diventare un avvocato, un cantante, una maestra elementare, un medico, un avventuriero, un politico. Potrai sposarti, avere dei figli, oppure restare solo per tutta la vita, avere tanti amici, qualche nemico. Potrai essere felice, potrai essere triste, arrabbiato, deluso, infastidito. Però sai che come sei nato, sei destinato a scomparire. Potrai lasciare il segno, oppure no, ma sei consapevole del tuo ‘essere temporaneo’ su questa Terra.

Lo sai, eppure a volte pare che lo dimentichi. Conosci la parola ‘morte’, sai perfettamente cosa significa, però non ne parli, o comunque fatichi a farlo. “Non ci penserò finché non sarà il momento”, ecco la risposta più quotata. Meccanismi di difesa, senza dubbio. Ma chiuderle gli occhi davanti non la farà svanire magicamente. È qualcosa di inevitabile, qualcosa che c’è, anche se vorremmo il contrario.

È necessario quindi saper affrontare l’argomento, concepirlo come un epilogo ineludibile della vita, certo, ma “accoglierlo” e non respingerlo.

Ecco che AMIR o.f., l’unica società pubblica di onoranze funebri della Provincia di Rimini, ha voluto stimolare una riflessione sul tema della morte, per illuminare quel tanto che basta questa oscurità di pensiero, partendo dalla convinzione che non bisogna tacere ciò di cui non si vuole parlare. E lo fa promuovendo un progetto, dal titolo TRA – Festa delle anime tra due mondi. Un’iniziativa che tra venerdì 24 e sabato 25 marzo prevede dialoghi, letture, musica, eventi speciali e una mostra. Tra i relatori ed ospiti dell’evento, le voci di: un monaco, padre Guidalberto Bormolini; un accademico, Ivano Dionigi; un poeta, Davide Rondoni; un cantautore, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz; un’attrice, Iaia Forte e due artisti, Omar Galliani e Luca Giovagnoli. Condivideranno il loro modo di vedere e percepire la morte, vivendola come un passaggio lieve tra due mondi, come ‘tramandare’, senza respingerla o negarla.

L’evento avrà inizio il 24 marzo alle ore 17:00, nella Sala Ressi del Teatro Galli con un dialogo con padre Guidalberto Bormolini, che parlerà dell’accompagnamento spirituale dei morenti.

Continuerà, alle 18:00, sempre presso la Sala Ressi, con la lectio presieduta da Ivano Dionigi dal titolo Non c’è morte per gli antichi?

La morte è essenziale per cosa? – domanda Carlotta Letizia Frenquellucci, amministratore unico di Anthea, durante la conferenza stampa per la presentazione del progetto (di cui è creatrice e promotrice, assieme ad Amir), tenuta ieri presso la Sala della Giunta del Palazzo Garampi – Per rendere ben sopportabile tutto quello che la vita ci presenta. E per pensare che cancellare i sentimenti che essa ci provoca come il senso del tragico, l’angoscia, il dolore, comprometta fortemente la nostra umanità. Per questo siamo qui. Per parlarne, ma parlarne sul serio”.

Cos’è il tempo per l’uomo? Un semplice e puro cronometro? – chiede Davide Rondoni, poeta, scrittore e drammaturgo e co-ideaore del progetto – Sicuramente no. Il tempo per l’uomo è strettamente legato al significato, a come vivi lo vivi. Ed è per questo che una vita lunga non sempre è più significativa di un’altra breve ma intensa. Il progetto TRA tenta di spiegarlo, attraverso l’arte. Perché l’arte è conoscenza del significato”.

L’evento che vede protagonista Rondoni e il cantautore Cristiano Godano è previsto il 24 marzo, alle ore 21:00 presso il Teatro Galli e genererà un dialogo fra i due artisti della parola sull’eterna contesa fra amore e morte che prende avvio dalla similitudine più grande di tutte, scritta nel libro biblico del Cantico dei Cantici: “Perché forte come la morte è l’amore”. “Il trasporto, che sia di amore o di morte, è qualcosa a cui non puoi sottrarti – commenta il poeta ­– Vorresti innamorarti della figlia del notaio, ma invece ti innamori della figlia del benzinaio, non puoi decidere. Così come non puoi decidere di non morire: quando la morte bussa alla porta non puoi che aprirle”.

Alle ore 22:00 del 24 marzo, preso la Sala del Grifone del Teatro Galli si ballerà ad un cocktail party con dj set in collaborazione con Maré Cesenatico, che trae ispirazione dalla festosa celebrazione messicana dei defunti Dia de los muertos.

Sabato 25 marzo appuntamento alle ore 16:30 presso il Teatro Galli con l’inaugurazione della mostra Padri, i veri avventurieri tra mondi alla presenza degli artisti emiliano-romagnoli Omar Galliani e Luca Giovagnoli, chiamati da Rondoni: “Li ho quasi supplicati, loro, che grandi artisti e padri sono, segnati, feriti, vivissimi, che ci dessero un segno, opere, visioni, che ci facciano vedere d’essere anime e corpi in viaggio TRA due mondi, con uno e mille padri”.

L’arte ha sempre svolto tradizionalmente il ruolo di rappresentazione – commenta Giovanni Sassu, direttore dei Musei Comunali di Rimini – è giusto che sia l’arte con la sua sensibilità a prendersi cura dell’ ‘assenza’ della morte, all’interno di questo progetto”.

A chiudere il festival, al teatro Galli, sabato 25 marzo alle ore 18:00, Iaia Forte, versatile protagonista del cinema e del teatro italiano, che omaggia Rimini e TRA con un reading inedito pensato per l’evento. Ne La straniera, attraverso i testi scritti in collaborazione con Davide Rondoni, spiega come in un’epoca che parla tanto di stranieri, si trascuri la VERA straniera: la morte e lo farà leggendo, gridando, piangendo e ridendo.

Rimini si dimostra dunque capace di affrontare anche tabù, argomenti scomodi, con la sua solita delicatezza, passione e sensibilità.