Home Vita della chiesa Missione: nulla di nuovo o tutto nuovo?

Missione: nulla di nuovo o tutto nuovo?

Premessa
La prospettiva della missione non rappresenta una novità assoluta per le riflessioni del nostro presbiterio. Da tempo, infatti, nei vari confronti vissuti nelle assemblee e nei tre-giorni annuali, affrontando questo o l’altro problema, orientando il cammino comune verso le varie scelte, ci siamo richiamati l’esigenza della missione e l’impegno dell’evangelizzazione come motivazione più profonda per adeguare le nostre proposte pastorali e per cambiare le forme della nostra vita ecclesiale.
Così è stato, per esempio, in occasione dei tre-giorni del 2012, mentre affrontavamo la prospettiva della Pastorale integrata (Cfr. Atti pubblicati da il Ponte), così è stato anche nei tre-giorni dello scorso anno quando ci siamo dedicati ad una lettura approfondita della Evangelii Gaudium (Cfr. in particolare i lavori di gruppo che riguardavano: la ministerialità dei laici in ordine alla missione; la pastorale giovanile; la missione nelle zone pastorali; le periferie esistenziali. Gli atti sono reperibili nella raccolta del Bollettino diocesano del 2014). È importante avere questa prospettiva “storica”, perché, nella nostra riflessione non partiamo da zero e, anno dopo anno, arricchiamo il nostro confronto, compiamo passi in avanti nella prospettiva di una pastorale e di un’azione ecclesiale convertita nell’ottica della missione.
La prospettiva della missione straordinaria indetta da Vescovo, costituisce un ulteriore stimolo per questa conversione e un’opportunità per arrivare ad alcuni passi condivisi nelle Zone Pastorali.

1. Le piccole comunità missionarie
(Animatrice: Mirna Ambrogiani)
Come era già emerso in assemblea, anche nel gruppo, si è denunciato il rischio che tale proposta venga vista come una riedizione dei Centri di Ascolto del Vangelo, nati con la missione del 1998/1999 e ormai estinti in quasi tutte le parrocchie. Alcune domande sono state proposte: è forse “una minestra riscaldata”? Abbiamo fatto una seria verifica sul perché l’esperienza precedente sia tramontata? Che cosa ci aspettiamo di diverso da questa proposta?
Il tema delle piccole comunità missionarie (PCM), oggetto di una riflessione molto articolata e partecipata del gruppo, mi sembra che possa essere sintetizzata intorno a tre questioni:

La fisionomia e i destinatari delle PCM
Il tema della fisionomia di tale PCM è importante sia in rapporto alla comunità parrocchiale/zonale, sia in riferimento ai destinatari. Come si colloca la PCM nei confronti della parrocchia? Nella relazione di don Tarcisio si parlava di comunità pre-eucaristiche. Ma nelle zone collinari dove la parrocchia è molto estesa territorialmente e la PCM potrebbe venire a coincidere con quella che in precedenza era una parrocchia, come la dobbiamo intendere? In questo caso si può dire che la PCM è presenza capillare della Chiesa e della comunità cristiana in quel territorio cosi vasto.
Anche in riferimento ai destinatari la questione della fisionomia suscita delle domande: si tratta di una comunità di credenti impegnata nell’annuncio, oppure è una comunità di persone che fanno un cammino di fede? Esse sono una presenza ecclesiale e missionaria dove la gente vive, ma anche vere comunità a sostegno della fede delle persone. Per questo la partecipazione richiede un impegno esigente e perseverante nella frequenza, passando da forme di incontro mensile o limitato ad alcuni periodi dell’anno liturgico ad una cura assidua delle relazioni.

Gli animatori delle PCM
L’animatore della PCM è una figura molto rilevante per la buona salute della PCM stessa. Si è già detto che non è un catechista che assume un ruolo di docenza, ma che accompagna la PCM in un cammino di fede fortemente radicato nell’esperienza di vita. Un modello che si avvicina bene è quello dei gruppi di lettura popolare della Bibbia. È evidente che gli animatori vanno individuati secondo un criterio vocazionale e formati soprattutto spiritualmente ad essere coloro che aiutano la PCM in una lettura sapienziale della vita illuminata dalla Parola di Dio.

I tempi per la loro costituzione
Dati tutti questi elementi, e visto il valore che si attribuisce alla costituzione delle PCM e la diversa caratterizzazione nelle varie zone della Diocesi, è probabile che si richiedano tempi lunghi e che comunque questo processo, diventando costitutivo per il futuro della nostra Diocesi, non debba essere affrettato. Si parte con le possibilità che via via emergono.