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L’ora che lascia il segno

Scuola e Irc, una scelta di libertà che parla a tutti. A Rimini percentuali importanti

Non è un’ora di catechismo, solo per i cattolici, ma uno spazio di libertà, capace di dare un’anima anche alle altre materie. A Rimini, nelle scuole di tutta la Diocesi, l’ora di religione è scelta dalla stragrande maggioranza delle famiglie e dei ragazzi: l’84,2% dei riminesi. Una percentuale che colloca la Diocesi in testa alla Romagna e ancora una volta sopra la media nazionale (84,05%), seppur di poco.

La scelta di avvalersi dell’ora di religione non è solo legata all’appartenenza religiosa.

L’insegnamento della religione cattolica (Irc) nelle scuole italiane aiuta, tra l’altro, a «trovare risposte di senso ai “perché” della vita», educa a «una condotta ispirata ai valori etici», fa conoscere «il cristianesimo nella tradizione cattolica, presentando il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni».

La scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento dell’Irc per l’anno scolastico 2026/2027 si effettua online al momento dell’iscrizione, entro il 14 febbraio. È in questa data che famiglie, bambini e ragazzi, sono chiamati a compiere una scelta importante. Che cosa sarebbe l’arte senza la Cappella Sistina di Michelangelo, la poesia senza la

Divina Commedia di Dante, la musica senza la Passione secondo Matteo di Bach, la letteratura senza i manzoniani Promessi Sposi l’architettura senza il Duomo di Milano, o la filosofia senza Kierkegaard?

Cosa sarebbe l’amore senza il Cantico dei Cantici, la dignità umana senza le parole di Gesù sui poveri nei Vangeli, la felicità senza il “Discorso della montagna” del Vangelo di Matteo?

Questo insegnamento – scrivono i vescovi italiani – offre anzitutto alcuni strumenti per rispondere a queste domande: consente di conoscere e contestualizzare in un’ottica più ampia la storia culturale del nostro Paese e del mondo intero, attraverso le idee che la religione cristiana ha prodotto”.

Avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica consente agli studenti di confrontarsi anche con le domande profonde della vita: «Chi siamo? Quale storia ci ha preceduto? Cosa dobbiamo fare per il nostro presente e per quello dei nostri cari? Perché il dolore e la morte? Cosa possiamo sperare per il futuro?».

L’Irc si colloca proprio nell’orizzonte degli interrogativi esistenziali, che sorgono anche e soprattutto nei ragazzi.

Il nostro ruolo ci permette di creare ponti e relazioni, anche con le famiglie. – racconta Sabrina Lodovichetti, insegnante di religione da 27 anni nella scuola media – Ci si allena a comprendere domande e bisogni e ad affrontare un percorso che aiuti i ragazzi a diventare persone capaci di scelte responsabili”.

L’Irc è un’alleanza. Non a caso a Rimini è stato stilato un Patto di Corresponsabilità tra insegnanti, ragazzi e famiglie, perché l’idoneità è un cammino che va verificato periodicamente.

Una solida preparazione in ambito religioso consente di guardare il mondo oltre le apparenze, di non accontentarsi, di confutare false superstizioni escludendo ogni forma di violenza in nome di Dio, di allenarsi a un dialogo sempre rispettoso dell’altro e di formare una coscienza matura.

A Rimini la scelta dell’Irc è la più alta della regione: 84,2%.
In aumento del 7,7% la percentuale nella Primaria.
“È una bella alleanza con ragazzi e famiglie”

Per quel che riguarda la scelta di avvalersi dell’Irc, Rimini si è sempre posta in controtendenza rispetto al dato regionale e in linea con quello nazionale, con una percentuale leggermente superiore alla media italiana. La Diocesi mette in campo una squadra di 151 insegnanti nelle scuole statali e comunali (alcuni su più gradi scolastici): 22 nella Scuola dell’Infanzia, 65 nella Scuola Primaria, 27 nella Scuola Secondaria di primo grado e 45 nella Scuola Secondaria di secondo grado.

Per quanto riguarda gli avvalentisi (a.s. 2024/2025), il primato spetta alla Scuola Primaria con l’84,46%, in crescita di ben 7,7 punti percentuali rispetto al 2022/2023. Seguono la Scuola dell’Infanzia (83,84%) e la Scuola Secondaria di primo grado (83,02%).

Si registra invece un calo nella Scuola Secondaria di secondo grado: 75,07% (-5% rispetto a due anni prima). L’Irc si conferma dunque uno spazio di respiro più ampio.