Quando nel 2012 la ruota panoramica debuttò sul porto di Rimini, essendo già diffuso lo sport nazionale riminese di essere divisi su tutto (si pensi alla fiera, per dirne una tra tante) in molti storsero il naso. Poi col tempo, come per tutte le cose, ci si è fatta l’abitudine. Successivamente altre città costiere hanno cominciato a chiedere ruote panoramiche, perché sotto sotto la ruota logora chi non ce l’ha. Poi avere luoghi instagrammabili è diventato sempre più importante. Fino a vedere la ruota protagonista di un inatteso momento di gloria nel più colossale spot che Rimini abbia avuto nel nuovo secolo: le immagini col drone della Messa di Papa Leone al porto. In quel quadro la ruota era elemento fondamentale, rifletteva le suggestive luci del tardo pomeriggio ed era riferimento fisico per dare le dimensioni della distesa dei partecipanti. E oggi, se per caso dovesse esserci per qualche motivo una defezione della medesima, immagino che partirebbe subito il coro indignato: “ma che fine ha fatto la ruota?”. Magari proprio da quelli che quella volta si chiedevano se era proprio necessario tirare su quel coso nel bel mezzo della marina.

