IL PROBLEMA. Poste Italiane, i disservizi nel Riminese. E le proteste (reiterate) dei lettori
L’interrogativo di Maria Cristina suona provocatorio: “ Qualcuno ha problemi con le Poste?”.
La domanda, lanciata il 30 gennaio scorso sul seguitissimo gruppo Facebook “Sei di Rimini se”, è accompagnata da una testimonianza precisa: “ Oggi ho ricevuto una bolletta scaduta a dicembre e un’altra scaduta il 9 gennaio. Non è una vergogna? Con chi si può reclamare?”.
Un’altra riminese, Agnese Rovelli, rilancia: “ A me è arrivato il sollecito di pagamento della bolletta di Hera, scaduto da dieci giorni”. Una beffa, oltre che un disagio.
Spostandoci di circa 15 chilometri, la situazione non migliora. “ Il settimanale «ilPonte» mi viene consegnato puntuale una volta su quattro o addirittura cinque uscite”, lamenta Roberta Tamburini di Santarcangelo.
Nella Valle del Rubicone, la valle diventa… di lacrime.
“ Venerdì scorso è passato il postino e mi ha consegnato il settimanale «ilPonte». L’ho ringraziato per la celerità ed è rimasto particolarmente contento”. Fin qui tutto bene.
La sorpresa, però, è arrivata dopo. “ Per puro caso – racconta Raffaello Dellamotta – ho guardato tutta la posta e mi sono accorto che mi aveva consegnato non ilPonte di domenica 4 ottobre, bensì quello di domenica 27 settembre.
Ovviamente non mi è ancora arrivato «ilPonte» di domenica 11 ottobre”.
La cassetta della posta resta vuota per giorni, talvolta per settimane. Il disservizio non risparmia la corrispondenza ordinaria e nemmeno le raccomandate, come segnalano i cittadini. A farne le spese sono anche le imprese del territorio e numerosi abbonati de “ilPonte”, che ogni settimana contattano la redazione per segnalare la mancata ricezione del periodico. Capita così che le copie arrivino in ritardo, anche due o tre insieme, riferite a domeniche diverse.
Nel 2026, a Rimini e provincia sono aumentate le proteste di cittadini e sindacati per la mancata o tardiva consegna della corrispondenza, in un quadro aggravato dalle riduzioni estive degli orari e dalla carenza di personale.
Le cause dei disservizi nel Riminese Le criticità principali sono due: riduzioni del servizio e carenza di portalettere. Nel luglio 2026, SLC CGIL Rimini e Federconsumatori hanno denunciato la soppressione di turni e la riduzione degli orari di apertura, decise da Poste Italiane in diversi comuni e frazioni, tra cui Riccione, Cattolica, Misano Adriatico, Santarcangelo, Morciano e alcuni uffici di Rimini.
Gli utenti segnalano ritardi anche di settimane o mesi nella ricezione di bollette, documenti e buste paga. Per coprire le carenze, i portalettere vengono talvolta spostati da una zona all’altra, con il risultato di un servizio a macchia di leopardo.
Da alcuni anni, inoltre, la consegna segue un calendario alternato: una settimana due giorni, quella successiva tre.
Se salta il turno del giovedì, per esempio, si rischia di dover attendere almeno fino al lunedì.
La redazione de “ilPonte” finisce così nel mirino di telefonate, email e messaggi WhatsApp.
“ Ogni settimana riceviamo proteste di abbonati a cui non arriva il settimanale”, spiega Chiara Crociani, responsabile abbonamenti. “ Come previsto dagli accordi con Poste Italiane, inviamo reclami dettagliati alla referente, ma non riceviamo risposte sulle ragioni dei ritardi.
Solitamente ci scrive il responsabile dei portalettere e ci aggiorna gentilmente sulla consegna”.
Poste Italiane assicura che il disagio è temporaneo e che il servizio sta tornando alla normalità. Talvolta, in effetti, la zona che ha subito ritardi torna a essere servita regolarmente la settimana successiva. Ma nel frattempo i problemi si spostano altrove, in altri quartieri e comuni. E l’emergenza, da temporanea, finisce per diventare una costante.

