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LAVORO, IMPARARE… FACENDO

Giovani, le possibilità sono ovunque. Nei prossimi mesi il progetto Jump’in, idea della società riminese Fattor Comune, è pronto ad accogliere più di 1.000 fra ragazzi e ragazze nei tre appuntamenti che si terranno nei prossimi mesi, affiancandoli nella crescita personale e nello sviluppo delle loro capacità, in ottica di percorso lavorativo. 
In Italia, circa il 22% dei ragazzi fra i 15 e i 29 anni è disoccupato, mentre il 15% nè lavora nè studia. Si parla di numeri importanti, ben oltre la media europea, che mettono in crisi i ragazzi e l’Italia stessa, affamata di menti fresche per l’innovazione. Da qui nasce il desiderio e l’idea di Fattor Comune. La società, una no profit che si occupa di aiutare le aziende sulla parte digitale, ha dato il via al progetto Jump’In, che punta proprio ad aiutare i ragazzi a scoprire i loro talenti e a migliorare le cosidette “soft skills”, cioè le abilità personali applicate nel mondo del lavoro. “Lavorare con i giovani ci dà molta energia e fiducia per il futuro e gli stimoli che riceviamo da loro sono una grande spinta, anche emotiva, ad impegnarci per amplificare gli impatti delle nostre attività”, spiega Gianluca Metalli, socio di Fattor Comune.

Il progetto
Il primo incontro, previsto proprio in queste settimane a San Marino, è specializzato in Robotica. Sarà possibile interagire con meccanismi e addiritura cimentarsi nella costruzione di robot, tutto questo in un gruppo di coetanei che condividono questa stessa passione. Un’opportunità per dimostrare le proprie capacità in un lavoro che li soddisfi in attività adeguate ai loro interessi e spendibili in ottica professionale. Da lì poi ci si sposterà a Cesenatico (FC) per la seconda tappa, con Jump’in International (dal 5 al 7 marzo) e Riact, a metà marzo, a Rimini. Infine ci sarà il ritorno dello Startup Weekend Rimini a maggio, già premiato dalla Regione come miglior progetto dedicato ai giovani. Fondamentale è però la diretta collaborazione con le scuole, che permette di raggiungere più ragazzi possibili con questa proposta. “Queste esperienze sono fondamentali, sia per gli studenti sia per la scuola. – sottolinea Marco Bugli, dirigente scolastico dell’ITES R.Valturio di Rimini – Per gli studenti perché è un’opportunità di imparare facendo, in contesti diversi da quelli abituali, e perché permettono loro di mettersi in gioco con professionisti e imprese e di indagare e scoprire i propri talenti e aspirazioni. Per le scuole perché offrono strutture e competenze che vanno oltre quelle che da soli possiamo mettere in campo, integrando così le opportunità formative. Molti ragazzi che hanno partecipato in questi anni ne hanno poi portato testimonianza anche all’esame di maturità, ricordandole tra esperienze più arricchenti e utili per lo sviluppo di competenze trasversali e l’orientamento. Speriamo davvero che, grazie a Jump’in, si possano coinvolgere più studenti possibile”.
“Da dieci anni lavoriamo con le nuove generazioni e le aiutiamo a trovare la loro strada e a scoprire i propri talenti. – aggiunge Metalli di Fattor Comune – Oggi con Jump’in vogliamo moltiplicare l’impatto di queste opportunità, offrendole a sempre più studenti del territorio e coinvolgendo sempre di più anche le imprese”. Sono oltre 6.000 gli studenti incontrati in circa 10 anni di esperienze, più di 50 le aziende coinvolte in oltre 30 progetti e tutte le scuole. “Li accompagniamo a passare dall’incertezza all’opportunità, gli mostriamo che possono sbagliare e che l’errore ha un valore educativo. Gli insegniamo anche a collaborare con persone nuove e a sviluppare le tante e preziose soft skill”, concludono gli organizzatori.
Oggi è particolarmente importante il coinvolgimento dei ragazzi nel mondo del lavoro. Non si possono abbandonare, ma vanno accompagnati e introdotti per stimolarne al meglio le capacità. Per evitarne lo spreco, se non addirittura, la fuga.

Emily Hysa