La Riviera parla sempre più polacco

    Il turismo è in crisi? Il coro è unanime, il panico si diffonde, i dati confermano il ribasso. Le famiglie italiane (ma anche quelle straniere) spendono meno per la vacanza. Parliamo, ovviamente del 2008, dato che la stagione attuale non è ancora cominciata e non è possibile fare stime, anche se si presume che i dati saranno in linea con quelli dello scorso anno. Secondo un’analisi di Federturismo, nel 2008 la crisi economica ha indotto le famiglie a tagliare la spesa media per una settimana di ferie a 900 euro e ad accorciare la durata media della vacanza a 10 giorni. Un esempio? Durante la settimana di Ferragosto è stato registrato un calo di presenze del 2.1%.
    In effetti, a leggere questi dati si percepisce una flessione. Eppure non sembra essere una tragedia epocale così come è stata definita da molti enti e strutture. Che succede, allora?
    Semplicemente succede che, a fronte di un periodo di recessione economica, le famiglie sono più attente alle spese. Non si rinuncia del tutto alla vacanza, ma si cerca di organizzarla al meglio e senza sprechi. Di conseguenza questo significa che chi, fino ad ora, ha riposato sugli allori del Belpaese comincia a rimanere tagliato fuori. L’Italia tutta gode da sempre di un flusso “naturale” di turisti che vengono a visitare città d’arte e monumenti indipendentemente dall’offerta turistica. Ma adesso i visitatori e i viaggiatori sono più attenti, e scelgono con più oculatezza.
    Insomma, il turismo c’è, ma bisogna sapersi “guadagnare” la fiducia dei vacanzieri. Un esempio sopra tutti: i cinque maggiori musei italiani fatturano il 12.7% del British Museum (dati di Federturismo). Ma non è finita, perché l’ingresso al British Museum è gratuito! Già, per vedere le bellezze e i tesori di Sua Maestà non bisogna sborsare un penny! Si pagano solo le mostre temporanee, e i gadget dei negozi. Tutto è merito dell’organizzazione anglosassone, che riempie nicchie del museo con negozi, negozietti, vendita di magliette, etc… Tutte cose che, alla fine, si fanno desiderare e acquistare, anche e proprio perché, il visitatore ha risparmiato sul biglietto di ingresso e si sente più incline a spendere qualcos’altro.

    Fantasia al potere
    Fantasia, dunque. Serve più fantasia. A dirlo è Antonio Carasso, dell’Unione Prodotto Costa di Rimini, l’associazione che unisce risorse pubbliche e private volta alla promozione del territorio riminese. Gli operatori del turismo devono essere attenti e saper cogliere ciò che il turista vuole.
    “Faccio un esempio – spiega Carasso – se si osservano i dati dell’anno scorso e del primo week-end pasquale appena trascorso, si nota che molti turisti, a fronte di diverse scelte, hanno optato per un servizio completo, e quindi a costo più alto. Questo significa che se l’offerta è allettante e interessante, allora le persone sono disposte a spendere. Ma nessuno, oggi, spreca soldi, anche pochi, per un’offerta che non li vale”.
    Da questo punto di vista, in effetti, Rimini gode di una posizione invidiabile. La forbice delle offerte è molto ampia. Questo è un territorio in cui si può godere di una vacanza di una settimana a prezzi impensabili in altre parti d’Italia. Non a caso i primi due test della stagione, Pasqua e il 25 aprile, sono stati incoraggianti. Rimini sembra soffrire un po’ meno la crisi.

    Obiettivo Polonia
    Intanto, in attesa che l’economia riprenda a girare nel nostro paese, la città si volge verso nuovi orizzonti. Secondo le stime di mercato, la nuova cornucopia del turismo è la Polonia. Prima della crisi, l’aumento medio annuo del PIL del paese era del 10%. Solo nel 2008, i turisti polacchi sono aumentati, in Riviera, del 40%, per un totale di 125mila unità. Ed è a questo mercato che guarda la città e l’entroterra di Rimini. Proprio lo scorso venerdì 24 aprile, si è concluso un workshop, organizzato, dal Comune di Rimini, dalla Provincia e dall’Unione Prodotto Costa, a cui hanno aderito 26 operatori turistici polacchi più 4 giornalisti, pronti a tornare nel loro paese a decantare le bellezze della costa romagnola. Le dichiarazioni dei viaggiatori erano entusiaste: dalla costa all’entroterra, da Ravenna, Venezia sino a San Marino, tutto il territorio romagnolo e limitrofo è ancora capace di affascinare il turista! A questo proposito sono state molto chiare le dichiarazioni di uno di questi tour operator che ha ricordato come il clima in Polonia non sia troppo clemente, per cui, a partire da aprile, si cercano luoghi vacanzieri caldi e piacevoli, ma ad un prezzo abbordabile. Il retaggio socialista della Polonia ha lasciato tracce anche nelle vacanze, dato che esistono ancora le colonie estive che vengono in parte finanziate dallo Stato. Molti sono i ragazzi polacchi che, dalla zona della Bassa Slesia – al confine con la repubblica Ceca e la Germania – arrivano a Cesenatico.
    “Ma molti altri – ha continuato la tour operator – sono disposti a pagare di tasca loro se hanno in cambio la sicurezza di far arrivare i loro figli in un luogo sicuro e in cui si possa vedere e toccare con mano la storia e l’arte”.
    Se tutto andrà secondo programma, i polacchi saranno, entro breve, il secondo gruppo più presente della Riviera. Attualmente al primo posto ci sono i turisti russi, che hanno soppiantato per numero gli storici tedeschi, attualmente in calo.
    A questo proposito, molta attenzione viene data all’aeroporto di Rimini (dal quale transitano mezzo milione di persone l’anno) e alle offerte di volo. È dell’inizio del 2009 la notizia che i soci che gestiscono l’aeroporto di Rimini (fra i quali compaiono la Provincia, i Comuni di Rimini e Riccione, Rimini Fiera, la Regione e la Camera di Commercio) hanno deciso di duplicare il capitale sociale, portandolo a 14.120.000 euro. E, mentre da un lato si rinforzano gli accordi con le compagnie di volo già presenti, come Ryanair, dall’altro si aprono nuove tratte. Torna infatti a Rimini, dal prossimo 22 maggio, Air Dolomiti, la compagnia di Lufthansa che collegherà la città a Vienna e Monaco di Baviera con tre voli settimanali. Due hub importanti, quindi, da cui sarà possibile raggiungere oltre 100 destinazioni in oltre 52 paesi. E già si parla di incrementare i voli in periodi particolarmente caldi e in concomitanza di fiere ed eventi importanti.
    In definitiva la crisi c’è, ma potrebbe avere effetti più positivi che negativi, selezionando l’offerta migliore e soprattutto incentivando chi lavora nel settore ad essere un po’ più al passo coi tempi. Nel bene e nel male, sta tramontando l’epoca dell’alberghetto che si faceva conoscere con il volantino consegnato a mano alla stazione. Chi arriva qui, soprattutto dall’estero, prenota la camera on-line, sul sito internet, e si informa del luogo che va a visitare attraverso siti, recensioni, e passaparola. Per resistere al calo, bisogna migliorare l’offerta, e smettere di considerare il turista un pollo da spennare.

    Stefano Rossini