L’Università parla meglio straniero

    Rispondono alle domande di Economia in cinese, chiedono spiegazioni in rumeno al corso di Scienze della Formazione e danno le soluzioni in albanese al test di Farmacia. Sono gli studenti stranieri alla riscossa, quelli che in pochi anni hanno trasformato il Polo universitario di Rimini in un melting pot, un crocevia dei più diversi usi, costumi e culture.
    Da 111 nel 2008 a 334 nel 2010, in tre anni il numero degli studenti universitari che scelgono il Polo riminese è in costante aumento: 223 studenti in più. Un numero che in questo anno accademico equivale al 5,86% del totale degli studenti iscritti (5.560).
    Di questa variopinta colonia sbarcata a Rimini con i libri sottobraccio e un corposo bagaglio di speranze, la parte del leone la fa l’Europa: dal Vecchio Continente arriva il 60% degli stranieri. Il 23,89% è originario invece dell’Asia, il 7,22% proviene dalle Americhe; il resto da Oceania e Africa.
    Sul podio c’è l’Albania, seguita dalla Romania e sul gradino più basso del podio dalla Cina. La prima etnia è rappresentata da 30 ragazzi, 17 dei quali al “lavoro” sulle materie economiche. I rumeni sono uno zoccolo duro: 19 iscritti. Poco più indietro troviamo i cinesi (17). 80 studenti stranieri arrivano attraverso il progetto Erasmus, per un periodo che va da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 12, ed è un numero in costante aumento.
    La facoltà più gettonata è Economia (in particolare il corso di Economia delle Imprese), ma non mancano le preferenze per Farmacia. Perché la scelta cade su Rimini? Se i motivi sono i più disparati, il caso di Ghita è a dir poco singolare. Marocchina, lavorava all’ambasciata del suo paese quando ha preferito mollare tutto per seguire la sua pasisone di sempre: il turismo. Si è così iscritta ad Economia del Turismo, a due passi dal ponte di Tiberio. Molti studenti della Grande Muraglia scelgono Rimini “in particolare per Cultura e Tecnica della Moda – spiega Emanuela Tagliani, responsabile del Servizio Relazioni Internazionali e Tirocinii al cui interno è nato nel 2008 lo Sportello Unico Studenti Stranieri – A volte, invece, si tratta di ragazzi che intendono proseguire gli studi con una laurea Magistrale.”
    Gli europei dell’Est e i sudamericani si dirigono invece sulle professioni sanitarie. Infermieristica immette nel mondo del lavoro, da qui l’alta richiesta per questi corsi. “Arrivano già domande, ma il test di ammissione è previsto solo a luglio” avvertono dall’Università.
    La via per l’immatricolazione a Rimini è duplice: o attraverso l’ambasciata oppure via questura. “Ma c’è un caso di uno studente somalo, che ha lo status di rifugiato politico.”

    Uno sportello per amico
    Il rischio di trovarsi impreparati all’arrivo in una città straniera e senza troppa dimestichezza con la lingua, è una certezza, anche per ragazzi pronti all’avventura. Per sostenere i primi passi nel mondo universitario, e affiancare l’intero percorso di studio, il Polo nel 2008 ha dato vita allo Sportello Unico dopo aver riscontrato il numero sempre crescente di studenti di altri Paesi. In via Cattaneo operano due impiegate in quello che è un supporto amministrativo, un’assistenza in termini di corsi di italiano, di aiuto psicologico e di tutto ciò che serve per superare il periodo di “shocking culturale”. “Snellire le pratiche e avere sempre gli stessi referenti: è decisamente un bel vantaggio per gli studenti” avverte la Tagliani. E i corsi di italiano prevedono un programma didattico inclusivo di educazione civica e studio della Costituzione. Universitari stranieri più italiani degli indigeni?
    La massiccia presenza di studenti provenienti dalla Grande Muraglia, ha convinto l’Università in accordo con l’Associazione Collegio di Cina e la Fondazione Italia-Cina, ad offrire un tutor madrelingua (il dott. Lan Qiang ogni martedì mattina) per rendere più facile il periodo di adattamento. All’arrivo, le matricole trovano un’accoglienza fatta di “Welcome Day”, quasi una festa tutta per loro. E loro rispondono. Basta fare un giro al n. 17 di via Cattaneo per verificare come i cinesi siano attivi: le bacheche pullulano di volantini di offerte, richieste, feste e capodanno cinese, e in madrelingua. I cinesi sbarcano in riviera anche attraverso il progetto “Marco Polo”: sei mesi prima di iniziare l’università prendono confidenza studiando l’italiano.
    Occhi a mandorla sono “coccolati”? Le loro difficoltà linguistiche sono oggettive. ma gli “Incontri” organizzati dallo Sportello Unico (il via giovedì 3 febbraio) sono porte spalancate aperte a tutti. Chi soffre di solitudine è Mensah Adyeh, togolese di 24 anni. “Il mio corso, Economia dell’Impresa, era attivo proprio a Rimini, l’ho scoperto su internet e sono approdato.” Lo studio va, snocciola esami, ma resta lo spaesamento: e fino alla laurea, per Mensah di tornare in Congo non se ne parla.

    L’Alba della città
    Alba ha 22 anni e tra poche settimane pronuncerà il giuramento grazie al quale diventerà a tutti gli effetti cittadina italiana. Alba fa Mustafa di cognome ed è albanese di origine: forte di questa cittadinanza si è iscritta al Polo universitario di Rimini. “Ero interessata a Moda, inoltre volevo cambiare aria rispetto alla provincia di Ferrara, e così eccomi in riviera.” Alba intravede la laurea e pensa al futuro. Se lo immagina ancora a Rimini, anche a libri chiusi. “Né troppo caotica né esageratamente piccola, Rimini è una bella realtà in cui trovi tutto. Mi piacerebbe lavorare qui, o comunque mantenermi in modo autonomo e magari proseguire gli studi.”

    Paolo Guiducci