BASKET. La bella iniziativa di Rbr: “Lo sport torni a essere una grande festa”
Io Tifo Positivo. Non è uno slogan da indossare per una sera, ma un’idea di sport che chiama in causa società, tifosi e istituzioni. È il progetto con cui Rinascita Basket Rimini, insieme al main sponsor Dole Italia, ha deciso di intervenire sul clima che circonda i palazzetti italiani, ricordando che il tifo non è un contorno dello spettacolo, ma parte integrante del gioco e della sua responsabilità educativa. Alla base c’è una convinzione semplice: la passione sportiva non può trasformarsi in ostilità, e la rivalità deve restare confinata entro il perimetro del campo. “Lo sport deve tornare a essere una festa – ha sottolineato il presidente di Rbr Paolo Maggioli – una battaglia solo sportiva, che finisce al fischio finale”.
Per Giusto Curti, managing director di Dole Italia, “il Palasport è bello, ma con la tifoseria ospite lo è ancora di più”. Da questa impostazione sono nate una serie di iniziative concrete. Nel derby con la Fortitudo Bologna, ‘Io Tifo Positivo’ ha preso forma in un concorso di disegno dedicato al tifo corretto, in una maglia simbolica indossata da giocatori, staff e arbitri e in un’accoglienza esplicita per i tifosi avversari. La stessa linea è stata seguita nella gara contro Cividale, con messaggi di fair play e saluti incrociati prima della palla a due, a partire dalle parole del presidente Paolo Maggioli. Segnali piccoli ma coerenti, pensati per costruire nel tempo un clima diverso sugli spalti. Il progetto, però, ha dovuto misurarsi anche con una ferita ancora aperta del basket italiano: la morte di Raffaele Marianella, secondo autista del pullman dei tifosi del Pistoia Basket, colpito da un mattone durante un’aggressione sulla superstrada Rieti-Terni il 20 ottobre scorso, al rientro da una trasferta. Un episodio che ha scosso l’intero movimento e che ha portato a interrogarsi sui limiti e sulle responsabilità del tifo organizzato. In questo contesto si inserisce la partita di LegaDue Rimini-Pistoia, disputata domenica 28 dicembre al Flaminio. Per l’occasione, Rbr e il club toscano hanno presentato una richiesta congiunta al ministero dell’Interno, all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e alle autorità competenti di Rimini e Pistoia, per consentire la presenza di una rappresentanza di tifosi ospiti, nonostante il divieto di trasferta in vigore fino al 31 dicembre. Le due società non solo hanno deciso di fare ‘squadra’, ma hanno accompagnato la scelta da una proposta concreta: devolvere interamente l’incasso dei biglietti del settore ospiti alla famiglia di Marianella. Una scelta che ha reso possibile l’apertura del settore ai tifosi pistoiesi e che, prima della partita, è stata rilanciata pubblicamente con lo slogan ‘Io Tifo Positivo’ e con un messaggio di accoglienza dedicato. “Dopo i fatti accaduti a Rieti – ha spiegato Rbr in una nota – siamo rimasti tutti colpiti e increduli. Senza voler mettere in discussione regole e provvedimenti, abbiamo voluto mandare un segnale forte e positivo, nella convinzione che la pallacanestro non abbia nulla a che vedere con quella tragedia”. Una linea già sperimentata poche settimane prima nel derby di Forlì, con la trasferta dei tifosi riminesi autorizzata e gestita senza criticità. Dal fronte toscano, il direttore generale del Pistoia Basket 2000 Andrea Di Nino ha riconosciuto il valore del gesto: “Aver consentito ai nostri tifosi di essere presenti a Rimini è merito loro. È un’iniziativa arrivata in pochi giorni e che ha avuto il sapore di un Natale inatteso”.
‘Io Tifo Positivo’ prova così a indicare una strada possibile: non negare i problemi, ma affrontarli con scelte condivise e responsabilità reciproca. Perché il tifo, come lo sport, resta un linguaggio potente. E proprio per questo chiede di essere abitato con rispetto, misura e cura dell’altro.

