181 partecipanti, arrivati da numerose città italiane e anche da Svizzera e Perù, per due giornate di sport, incontro e inclusione sulla spiaggia di Rimini. Si è conclusa così la Rimini Rainbow Cup 2026, torneo di beach volley promosso da Arcigay Rimini “Alan Turing” e AICS Rimini, con il patrocinio del Comune di Rimini e inserito nel progetto A.L.I.A.S., cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna.
Sono state 155 le atlete e gli atleti impegnati nel torneo 3×3, mentre domenica 26 partecipanti si sono sfidati nel 2×2. I campi allestiti tra Community 27, Bagno 28 Otello e Bagno 26 Tiki hanno ospitato partite e momenti di socialità, in un clima pensato per essere accogliente e sicuro.
“Lo sport ha sempre un valore culturale – sottolinea Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini – ma nella Rimini Rainbow Cup vive anche un profondo valore democratico: è il luogo in cui un diritto astratto diventa qualcosa che tocca la vita delle persone”. Un’esperienza, aggiunge, nella quale ciascuno ha potuto «essere apertamente ciò che è» senza giudizi o discriminazioni.
Un risultato che, per Gabriel Corbelli, presidente di AICS Rimini, va oltre i numeri: “Il risultato più importante è il clima che si è creato durante l’intero fine settimana. Parteante anche la presenza di Fabrizio Gherardi, responsabile nazionale Beach Volley AICS, e il lavoro di oltre trenta volontari, impegnati nell’organizzazione e nella gestione dellecipazione, entusiasmo e tanti riscontri positivi confermano il valore sportivo e sociale della manifestazione”.
Importante anche la presenza di Fabrizio Gherardi, responsabile nazionale Beach Volley AICS, e il lavoro di oltre trenta volontari, impegnati nell’organizzazione e nella gestione delle gare.
La Rimini Rainbow Cup guarda già alla prossima edizione, con l’obiettivo di crescere ancora, custodendo però ciò che ne ha fatto un appuntamento riconoscibile: sport, rispetto, partecipazione e inclusione. (c.z.)

