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Il fratello degli italiani

Tempo fa, diciamo verso la fine degli anni Dieci, mi arrivò per motivi a me ignoti la mail di un’agenzia che proponeva per ospitate in discoteca pacchetti di personaggi dei reality e dei format tv pomeridiani. Forse pensavano che a Rimini siamo tutti gestori di locali, non so.

Il serbatoio principale era “Il Grande Fratello”, i pacchetti consistevano in qualche nome mediamente noto più figure di seconda e terza fascia a seconda di quanto si voleva spendere. Quei curiosi saldi erano forse il sintomo che il principe dei reality aveva presto esaurito la sua valenza di fabbrica di notorietà, ancora prima che le star del web “uccidessero” le video star.

Ora parte l’edizione del quarto di secolo del GF, presentandosi come il format che ha rivoluzionato la vita di tante persone. A dire il vero, oltre allo sfortunato Pietro Taricone, a Luca Argentero e, a modo a suo, a Rocco Casalino non mi vengono in mente altri personaggi che usciti dalla casa abbiano avuto carriere importanti. Ma probabilmente me ne sono perso qualcuno, non sono mai stato uno spettatore appassionato.

Una cosa, però, mi divertiva: quando le conduttrici, al momento di annunciare i risultati del televoto, dicevano “gli italiani hanno deciso che a uscire dalla casa è” (poi sobria pausa di un quarto d’ora prima del nome). Come se la questione coinvolgesse il paese tutto come le elezioni. Ma a vedere le affluenze elettorali di oggi – alle regionali delle Marche il 50% risicato arriverà il giorno in cui “Il Grande Fratello” avrà più diritto di parlare di “decisione degli italiani” rispetto a chi governa.